CONTRATTAZIONE DECENTRATA INTEGRATIVA

Domanda

La contrattazione decentrata integrativa è da considerarsi obbligatoria per gli enti?

Risposta

A fronte di una corretta disamina della normativa contrattuale di riferimento questa Agenzia non può che confermare come l'istituto in parola, i cui limiti e regole sono determinate dalla contrattazione collettiva di primo livello, costituisca, per ciascuna Amministrazione, necessario e rilevante strumento di regolazione del rapporto di lavoro dei propri dipendenti. 
A tale livello contrattuale, infatti, vanno obbligatoriamente stabiliti i criteri per la ripartizione e utilizzo delle risorse finanziarie destinate annualmente per la produttività dei dipendenti, incluso il finanziamento di istituti come il lavoro straordinario, le maggiorazioni orarie , i turni, il rischio, senza i quali, difficilmente, un'Amministrazione oggi potrebbe determinare la propria organizzazione dei servizi e delle risorse umane. 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)

Domanda

In quali casi viene attivata la contrattazione decentrata integrativa territoriale obbligatoria?

Risposta

L'articolo 7, comma 1, del CCRL 7.12.2006 dispone che la contrattazione collettiva decentrata integrativa a livello territoriale si svolga nel caso in cui gli enti locali esercitino le funzioni e gestiscano i servizi mediante le seguenti forme di collaborazione, così come individuate ai sensi del Titolo II, Capi V e VI, della L.R. n. 1/2006: 

a. Associazioni intercomunali, qualora la gestione del personale sia svolta in forma associata; 

b. Unioni di Comuni, che svolgono anche la gestione del personale in forma associata 

c. Ambiti per lo sviluppo territoriale – ASTER, qualora la gestione del personale sia svolta in forma associata. 


Qualora si realizzi uno dei casi sopraindicati la contrattazione decentrata integrativa si svolgerà obbligatoriamente a livello territoriale. Ciò sta a significare che tutte le materie che vengono contrattate a livello decentrato, indicate nell'art. 4, comma 2, del CCRL 1.8.2002, andranno discusse nella contrattazione decentrata territoriale e, in nessun caso, andranno demandate ad altri livelli di contrattazione all'interno di ogni singolo ente. 
La disposizione, come tutte le norme contrattuali, fatta salva diversa previsione, si applica a decorrere dall'entrata in vigore del contratto e quindi a far data dal 08.12.2006, così come disposto dall'articolo 4, comma 2, del CCRL 7.12.2006. 
Si ritiene utile inoltre rappresentare che l'articolo 4 del CCRL 06.05.2008 ha confermato il sistema delle relazioni sindacali previsto dalle discipline vigenti e che l'unica modifica apportata all'articolo 7 del CCRL 7.12.2006, introdotta dall'articolo 5 del CCRL 6.5.2008, fa riferimento alla definizione di "congrua rappresentanza della RSU". 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)

Domanda

Il termine previsto dall'art. 65 del D.Lgs. 150/2009, in merito all'adeguamento dei contratti decentrati, è vigente anche nella Regione Friuli Venezia Giulia? Se si, l'Ente può adottare un atto unilaterale ai sensi dell'art. 14 della L.R. 22/2010 fino alla sottoscrizione definitiva del contratto decentrato?

Risposta

In merito alla prima domanda, si ritiene che le disposizioni di cui al combinato disposto dei commi 1 e 4 dell’art. 65 del D.Lgs. 150/2009 si applichino anche agli enti locali di questa regione. La previsione normativa sopra indicata ha, infatti, introdotto un regime diversificato, rispetto alle altre amministrazioni pubbliche, al fine di consentire alle diverse tipologie di enti locali e alle regioni un adeguato margine temporale di adeguamento alle nuove disposizioni che, tuttavia, si rivolgono a tutte le amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, del D.lgs. 165/01. Si veda in tal senso la circolare 7 del 13 maggio 2010 del Dipartimento della funzione pubblica.
Con riferimento alla seconda domanda, si osserva preliminarmente che ad oggi il contratto collettivo regionale non ha provveduto, successivamente all’approvazione della legge regionale 22/2010, a ridefinire il termine delle sessioni negoziali in sede decentrata. Si osserva, peraltro, che per il comparto unico del pubblico impiego regionale e locale del Friuli Venezia Giulia regioni autonomie locali il CCRL 1/8/2002, all'articolo 4, comma 3, già determina in 30 giorni, prorogabili di altri 30, la durata delle sessioni negoziali decentrate. L’interpretazione autentica all’art. 65 del D.Lgs. 150/2009, recata dal D.Lgs. 141/2011 articolo 5, riconosce la piena operatività dell’art. 40 del D.Lgs. 165/2001 nel senso che tali disposizioni, riferite ai nuovi poteri dei datori di lavoro pubblici, assumono efficacia con l’entrata in vigore della riforma Brunetta e non con la successiva tornata contrattuale collettiva. Poiché la disposizione contenuta nel comma 50 dell’art. 14 della legge regionale 22/2010 (1) riproduce sostanzialmente il quadro normativo di cui all’art. 40 commi 3bis e 3ter del D.Lgs. 165/2001, a parere dello scrivente, si ritiene che sussista la possibilità per l’Amministrazione comunale di provvedere ad autonome determinazione, in via provvisoria, nelle materie per le quali non si è potuto raggiungere un accordo in sede negoziale, fino alla successiva sottoscrizione dell’accordo decentrato stesso. Tale decisione unilaterale, tuttavia, dovrà essere attentamente valutata nei propri contenuti ed effetti. Infatti, determinando l’impegno di risorse in attesa del contratto decentrato, creerebbe un inevitabile vincolo di carattere finanziario e non solo per l’attività di negoziazione con le parti sindacali.

Nota: (1)  Art. 14 comma 50 legge regionale 22/2010. La contrattazione collettiva decentrata si svolge sulle materie ed entro i limiti stabiliti dal contratto collettivo di comparto. Il contratto collettivo di comparto definisce, inoltre, il termine delle sessioni negoziali in sede decentrata; alla scadenza del termine, le parti riassumono le rispettive prerogative e liberta' di iniziativa e decisione. Gli enti del comparto non possono in ogni caso sottoscrivere in sede decentrata contratti collettivi in contrasto con i vincoli e con i limiti risultanti dal contratto collettivo di comparto o che disciplinano materie non espressamente delegate a tali livelli negoziali. In caso contrario, le relative clausole sono nulle, non possono essere applicate e sono sostituite ai sensi degli articoli 1339 e 1419, comma secondo, del codice civile . Al fine di assicurare la continuita' e il miglior svolgimento dell'attivita' amministrativa, qualora non si raggiunga l'accordo per la stipulazione di un contratto collettivo decentrato, l'ente o gli enti interessati possono provvedere, scaduto il termine stabilito nel contratto collettivo di comparto, ad autonome determinazioni, in via provvisoria, sulle materie oggetto del mancato accordo fino alla successiva sottoscrizione. Agli atti adottati unilateralmente si applicano le vigenti procedure di controllo.

(prot. 0008725 - 19/03/2013)