CESSAZIONE DAL RAPPORTO DI LAVORO

Domanda

Come si calcola l’indennità sostitutiva del preavviso prevista dall’art. 33 del CCRL 7.12.2006?

Risposta

L'indennità sostitutiva del preavviso, così come disposto dal comma 9 dell'art. 33 del CCRL 7.12.2006, deve essere calcolata prendendo a base la retribuzione globale di fatto prevista dall'art. 60, comma 2, lett. d) del medesimo CCRL a cui va aggiunto l'eventuale assegno per il nucleo familiare se il dipendente lo percepiva. La retribuzione globale di fatto, secondo quanto stabilito dalla norma contrattuale, ricomprende le seguenti voci: 

  • lo stipendio tabellare e le progressioni economiche nella categoria, 
  • gli assegni personali non riassorbibili previsti dall'art. 22, comma 3, del CCRL 26.11.2004 e quelli di cui all'art. 37, comma 2 del CCRL 1.8.2002; 
  • la retribuzione di anzianità e il maturato economico; 
  • la retribuzione di posizione per i titolari di posizione organizzativa; 
  • eventuali assegni personali a carattere continuativo e non riassorbibile; 
  • il rateo della 13^ mensilità; 
  • a retribuzione variabile (produttività o retribuzione di risultato); 
  • le indennità contrattuali percepite nel mese o nell'anno di riferimento (tra queste indennità va ricompresso il salario aggiuntivo). 


La disposizione contrattuale che definisce la retribuzione globale di fatto specifica che non vanno ricomprese in tale retribuzione le somme corrisposte a titolo di rimborsi spese o a titolo di indennizzo nonché quelle liquidate per trattamento di missione e trasferimento. 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)

Domanda

Come deve comportarsi l’ente in presenza di accertamento medico di inidoneità permanente del dipendente allo svolgimento delle mansioni, ovvero se lo stesso debba essere licenziato immediatamente o se, comunque, vada attesa la conclusione del periodo di comporto?

Risposta

 

Il DPR n.461/2001, recante "Regolamento recante semplificazione dei procedimenti per il riconoscimento della dipendenza delle infermità da causa di servizio, per la concessione della pensione privilegiata ordinaria e dell'equo indennizzo, nonché per il funzionamento e la composizione del comitato per le pensioni privilegiate ordinarie", all'art.15, comma 3, dispone che: "In conformità all'accertamento sanitario di inidoneità assoluta a qualsiasi impiego e mansione, l'Amministrazione procede, entro trenta giorni dalla ricezione del verbale della Commissione, alla risoluzione del rapporto di lavoro e all'adozione degli atti necessari per la concessione di trattamenti pensionistici alle condizioni previste dalle vigenti disposizioni in materia, fatto salvo quanto previsto per il personale delle Forze armate e delle Forze di polizia, anche ad ordinamento civile"  (1). 
Ferma restando l'applicazione della normativa sopra richiamata, nel momento in cui la possibilità di recupero al lavoro del dipendente viene definitivamente esclusa dalla documentazione medica (nel caso di specie il dipendente in questione è stato valutato dall'apposita Commissione dell'A.S.S.), si specifica che il datore di lavoro può in via eccezionale recedere dal contratto anche prima del superamento del periodo di comporto (2) . 
A supporto dell'interpretazione da ultimo resa, si ricorda quanto chiarito dalla stessa giurisprudenza (3), con riferimento alla inidoneità permanente, ovvero che "(…) la sopravvenuta inidoneità permanente del lavoratore a svolgere le mansioni assegnategli trova la sua disciplina non nell'art.2110 del codice civile – che presuppone un impedimento temporaneo a svolgere l'attività dovuta – bensì nella norma dell'art.1464 del codice civile, il quale, regolando gli effetti dell'impossibilità parziale della prestazione nei contratti sinallagmatici, prevede la possibilità del recesso dell'altra parte ove questa non abbia un interesse apprezzabile a ricevere un adempimento parziale (…)"
Naturalmente, come peraltro precisato dall'ARAN (4), "nulla vieta di percorrere altre strade, compatibilmente con l'assetto organizzativo dell'ente (assegnazione di mansioni diverse ma equivalenti a quelle precedentemente svolte o, se l'unica alternativa è il licenziamento, assegnazione, con il consenso dell'interessato, di mansioni proprie di profilo di categoria inferiore compatibili con le condizioni di salute del dipendente)"

(1) Disposizione applicabile anche quando non sussiste la causa di servizio. Cfr. art.18, comma 2, dello stesso DPR n.461/2001. 
(2) Così Cassaz. n.1151 del 1988: "(…) nel caso in cui l’affezione morbosa del lavoratore sia irreversibile e risulti rigorosamente accertato che il lavoratore non sarà più in grado di riprendere la sua normale attività lavorativa il datore di lavoro può eccezionalmente recedere dal contratto prima del superamento del periodo di comporto"
(3) Cfr. Cassaz. n.8 del 1988. 
(4) Cfr. parere 795-21I5, consultabile nella Raccolta sistematica all’indirizzo www.aranagenzia.it

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)