CONVENZIONI E FORME ASSOCIATIVE

Domanda

L'indennità prevista dall’art. 48 del CCRL 7.12.2006 deve essere corrisposta per le giornate di effettiva presenza? La stessa deve essere riparametrata in caso di prestazione di lavoro a part time?

Risposta

In considerazione di quanto previsto dal comma 3 dell'art. 48 citato ed, in particolare, il riferimento al criterio di corresponsione collegato alla effettività della prestazione lavorativa, si ritiene che tale indennità debba necessariamente essere collegata all'effettiva prestazione lavorativa resa dal personale nell'ambito della forma associativa. 
Per le stesse motivazioni si ritiene che l'indennità mensile, stabilita dalla contrattazione decentrata in misura non superiore a € 40,00= lordi sia riferita ad ipotesi di rapporto di lavoro a tempo pieno e, pertanto, debba essere riproporzionata nel caso di rapporti di lavoro a tempo parziale sulla base dell'effettiva prestazione lavorativa resa. 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)

Domanda

Come viene definito l’importo dell’indennità per il personale delle forme associative? Da quando decorre l’applicazione dei nuovi importi dell’indennità previsti dall’art. 21 del CCRL 6.5.2008?

Risposta

La modifica apportata dall'articolo 21, comma 3, del CCRL 6.05.2008 all'articolo 48, comma 3, del CCRL 7.12.2006 ha operato unicamente una rideterminazione del valore massimo dell'incentivo che può essere riconosciuto, in sede di contrattazione integrativa e nell'ambito delle risorse disponibili, in favore del  personale assegnato alle forme associative. 
In tale sede dovrà pertanto essere determinato l'importo da riconoscersi al personale delle forme associative e ciò fino ad un massimo di € 40,00 lordi su base mensile. 
In merito alla decorrenza dei nuovi importi, non essendovi una diversa prescrizione o decorrenza espressamente previste dal contratto, la stessa potrà aver luogo a far data dal giorno successivo alla data di stipulazione del contratto del 6.05.2008 o da altra data definita in sede di contrattazione di secondo livello (ma comunque sempre successiva al 6.5.2008), secondo quanto previsto dall'articolo 3, comma 2, del CCRL in oggetto. 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)

Domanda

Come vengono regolati gli aspetti gestionali del rapporto di lavoro per il personale delle forme associative? Come avviene l’assegnazione automatica di detto personale? Che tipo di relazioni sindacali devono esserci nel caso dell’assegnazione del personale ad una forma associativa?

Risposta

Gli aspetti gestionali del rapporto – ad esempio orario e luogo di timbratura -  del personale assegnato alle forme associative non attengono alla convenzione stipulata fra gli enti partecipanti, quanto invece al regolamento per l'organizzazione ed il funzionamento degli uffici ed alle determinazioni dei singoli responsabili delle unità operative di appartenenza del personale in oggetto. 
Pare corretto affermare che nella convenzione gli organi politici di vertice stabiliscono solo il quantum delle risorse, anche umane, da assegnare all'ufficio comune, indicando quante unità di personale e di quale categoria debbono venir conferite (es: 3 B, 2 C,  1 D). Di seguito, il coordinamento dei dirigenti/posizioni organizzative per gli enti senza dirigenza/segretari con funzioni di gestione del personale individua le persone fisiche dei dipendenti coinvolti, attraverso il conseguente atto di gestione. 
Nello specifico, infatti, per quanto riguarda l'assegnazione, questa avviene automaticamente attraverso un atto di gestione assunto con la capacità ed i poteri del privato datore di lavoro secondo quanto disposto dall'art. 47, co. 2, CCRL 7/12/2006. 
Per quanto riguarda invece il sistema delle relazioni sindacali riferite all'ipotesi dell'assegnazione si ricorda che in base agli artt. 7 ed 8 del CCRL 01.08.2002, al sindacato deve essere resa soltanto l'informazione successiva sulle convenzioni non rientrando, il caso di specie, nelle previsioni di cui allo stesso art. 7, co. 2, ipotesi questa in cui, invece, l'informazione deve essere preventiva. Infatti le materie oggetto di concertazione e contrattazione sono tassativamente indicate nel contratto. Tra le materie oggetto di concertazione che abbiano una qualche attinenza con il tema delle convenzioni, di cui al presente quesito, si riscontra la materia dei “criteri per il passaggio dei dipendenti per effetto di trasferimento di attività o di riposizioni legislative comportanti trasferimenti di funzioni e personale”. 
Mancando ogni altro aggancio e posto che l'assegnazione non comporta un trasferimento di personale, si ritiene che le convenzioni debbano essere oggetto di informazione successiva quale materia attinente al <rapporto di lavoro, organizzazione degli uffici e la gestione complessiva delle risorse umane> (art. 7, c. 1, CCRL 01.08.2002). 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)

Domanda

Quale è la forma di contrattazione decentrata integrativa da applicare per il personale delle forme associative?

Risposta

La forma di contrattazione decentrata, rispondente alle esigenze di adeguatezza e di sostenibilità tecnica secondo i principi di riforma di cui alla L.R. n. 1/2006, da adottare nei confronti del personale delle forme associative è la contrattazione territoriale. 
Questa è sicuramente la miglior soluzione perseguibile dai datori di lavoro quando le ridotte dimensioni degli enti e/o la sussistenza di forme di collaborazione ed integrazione tra Amministrazioni a livello territoriale, rendano necessario il supporto di tale strumento contrattuale per la gestione delle scelte condivise dalle diverse Amministrazioni. 
Il contratto di Comparto unico del 7.12.2006, infatti, valorizza la contrattazione territoriale, disponendone l'obbligatorietà, esclusivamente nei casi previsti dal comma 1 dell'art 7, e quindi qualora tra le funzioni associate vi sia la gestione del personale, promuovendola quale modello di riferimento in coerenza con le ipotesi di associazionismo previste dalla L.R. n.1/2006 ed evitando, comunque, sovrapposizioni ridondanti di livelli di contrattazione. 
Per il personale assegnato alla forma associativa la sessione di contrattazione cui far riferimento è quella dell'Ente capofila. In questo caso la composizione della delegazione di parte sindacale è quella riferita alla contrattazione collettiva integrativa aziendale dell'ente capofila composta dalle RSU dell'ente e dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali territoriali di categoria firmatarie del contratto così come previsto dall'art. 12, comma 2, del CCRL 7.12.2006. 
La contrattazione collettiva integrativa riferita al personale della forma associativa dovrà disciplinare la destinazione del fondo delle risorse decentrate costituito ai sensi di quanto previsto dall'art. 22 del CCRL 6.5.2008 e ogni altro aspetto previsto dalla contrattazione che riguardi il suddetto personale. 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)

Domanda

Come si determina il valore della retribuzione di posizione per le posizioni organizzative per servizi gestiti in convenzione?

Risposta

Con riferimento alle forme collaborative, la nuova disciplina contrattuale, di cui all'art.44 del CCRL 7.12.2006, nel chiarire i limiti minimi e massimi degli importi della retribuzione di posizione previsti per il titolare di posizione organizzativa, individua una casistica esplicita e tassativa. 
In particolare, il comma 2 dell'articolo in esame, nel confermare per l'ente Regione gli importi previgenti, li parifica a quelli previsti nel caso delle unioni di comuni (art.23, L.R. n.1/2006), ovvero "da un minimo di € 5.200,00 ad un massimo di € 16.000,00 annui lordi corrisposti per tredici mensilità, escludendo riflessi sul salario aggiuntivo"
Il comma 3 del medesimo articolo conferma, inoltre, per gli Enti locali, gli importi minimi e massimi già previsti dall'art.33, comma 2, del CCRL 01.08.2002. 
Il comma 4 dispone espressamente che, nel caso di associazioni intercomunali (art.22, L.R. n.1/2006), "al personale incaricato di una posizione organizzativa si applicano le disposizioni in vigore per le unioni di comuni", ovvero i valori minimi e massimi individuati per le posizioni organizzative istituite nelle unioni di comuni. 
Infine, il comma 7, nel disporre che "Negli enti tra loro associati, ai fini della gestione di una pluralità di funzioni e servizi, ai sensi dell'art.22 della L.R. n.1/2006, il valore delle posizioni organizzative può essere incrementato fino al valore massimo individuato per le posizioni organizzative istituite nelle unioni di comuni, di cui all'art.49", rimarca ulteriormente quanto già chiarito dal precedente comma 4, ovvero che nel caso di associazioni intercomunali il valore previsto per le posizioni organizzative può essere incrementato fino al valore massimo individuato per le p.o. istituite nelle unioni di comuni, ovvero € 16.000,00. 
Un tanto chiarito, per quanto riguarda la fattispecie delle convenzioni tra enti, si ricorda che la scelta operata con il CCRL 01.08.2002, all'art.34, comma 4, ovvero che il valore massimo della p.o. negli Enti locali, pari a €10.350,00, poteva essere aumentato del 50% nel caso di servizi in convenzione, è stata già riconsiderata con il successivo contratto del 26.11.2004, all'art.7, proponendo la soluzione individuata nel frattempo a livello nazionale che, pur valorizzando le convenzioni tra enti, disponeva che il valore della retribuzione di posizione, per quanto maggiorato, rimanesse comunque all'interno del valore massimo riconosciuto alle posizioni organizzative. 
Come peraltro specificato dall'A.Re.Ra.N. nel "Commento e prime note interpretative" al CCRL 7.12.2006, proprio nel commento esplicativo della disciplina, di cui all'art.44, del CCRL 7.12.2006 (pag. 88), "(…) Alla luce di queste considerazioni risulta coerente la scelta della presente ipotesi di contratto di valorizzare le posizioni organizzative, con un importo più alto (pari, di fatto a circa il 50% del valore massimo attribuibile, come previsto dall'originario disposto di cui all'art. 34 del CCRL 01.08.2002), solamente in presenza di un'unione di comuni o nel caso, previsto dal successivo comma 4, di costituzione di associazioni intercomunali, di cui alla L.R. n.1/2006"
Si evince, pertanto, che il disegno contrattuale sopra esaminato porta al superamento delle previgenti disposizioni, ad eccezione di quanto previsto dall'art.7 del CCRL 26.11.2004, che invece continua a disciplinare il caso di mere convenzioni tra Enti locali, per le quali quindi continua a trovare applicazione il disposto, di cui al comma 5, dell'articolo medesimo, il quale nel precisare che "Il valore su base annua per tredici mensilità, della retribuzione di posizione per gli incarichi di cui al comma 4, rimane confermato negli importi di cui all'art.33, comma 2 del CCRL 01/08/2002" (ora art.44, comma 3, del CCRL 7.12.2006), si riferisce ai valori minimi e massimi, rispettivamente pari a € 4.150,00 e a € 10.350,00. 
In definitiva, quindi, volendo operare una sintesi di quanto previsto dalla disciplina contrattuale vigente in materia di trattamento accessorio dei titolari di posizione organizzativa, con riferimento al combinato disposto dall'art.7 del CCRL 26.11.2004 e dall'art.44, del CCRL 7.12.2006, per quanto riguarda il trattamento economico accessorio da corrispondere ai titolari di posizione organizzativa, si chiarisce quanto segue: 

  • ente Regione: a conferma della disciplina previgente, di cui all'art.8, del CCRL 14.3.2005, l'importo della retribuzione di posizione varia nel rispetto dei valori minimi e massimi pari rispettivamente a € 5.200,00 e a € 16.000,00 annui lordi corrisposti per tredici mensilità (art.44, comma 2, CCRL 7.12.2006); 
  • Enti locali: a conferma della disciplina previgente, di cui all'art.33, del CCRL 01.08.2002, l'importo della retribuzione di posizione varia nel rispetto dei valori minimi e massimi pari rispettivamente a € 4.150,00 e a e € 10.350,00 annui lordi corrisposti per tredici mensilità (art.44, comma 3, CCRL 7.12.2006); 
  • unioni di Comuni: gli importi minimi e massimi della retribuzione di posizione vengono uniformati a quelli previsti per l'ente Regione, quindi € 5.200,00 - € 16.000,00 (art.44, comma 2, CCRL 7.12.2006); 
  • associazioni intercomunali: gli importi minimi e massimi della retribuzione di posizione vengono uniformati a quelli previsti per le Unioni di Comuni, quindi € 5.200,00 - € 16.000,00 (art.44, comma 4, CCRL 7.12.2006); 
  • convenzioni tra Enti locali: i valori minimi e massimi della retribuzione di posizione vengono confermati negli importi, rispettivamente, pari a € 4.150,00 e a € 10.350,00 (art.7 CCRL 26.11.2004). 


(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)

Domanda

Deve essere sottoscritto un nuovo contratto individuale di lavoro al personale assegnato ad una forma associativa?

Risposta

Al fine di chiarire, con riferimento alla fattispecie descritta, quale deve essere considerata ora la sede di lavoro del dipendente in questione, nell'ambito del suo contratto individuale di lavoro, si rimanda innanzitutto a quanto disposto dall'art.47 (Personale delle forme associative. Disposizioni comuni), comma 1, del CCRL 7.12.2006: "Il personale degli enti, che costituiscono uffici comuni nell'ambito delle forme associative, ai quali sia affidato l'esercizio delle funzioni pubbliche in luogo degli enti partecipanti all'accordo costitutivo, ovvero a cui siano delegate funzioni da parte degli stessi enti a favore di uno di essi, e che opera in luogo e per conto degli enti deleganti, viene assegnato dagli enti stessi agli uffici comuni o delegati con la capacità ed i poteri del privato datore di lavoro, ai sensi dell'art. 5, D.lgs. n. 165/2001"
Con le precisazioni, di cui al successivo comma 3, lett.a), lett.b) e lett.c), del medesimo articolo, ovvero che "a) l'assegnazione di cui al comma 1 non comporta la costituzione di un distinto rapporto di lavoro, né modifiche alla regolamentazione giuridica ed economica del rapporto originario; b) il vincolo di dipendenza organica permane con l'ente di provenienza; c) il rapporto di servizio si svolge nell'ambito dell'ufficio della forma associativa ovvero della delega di funzioni ad altro ente". 
Alla luce della disciplina contrattuale sopra richiamata si chiarisce che la modalità con la quale il personale viene ad essere collocato all'interno dell'ufficio unico necessariamente deve essere qualificata come "assegnazione", che si configura come l'istituto giuridico corrispondente al mero contesto lavorativo in cui la prestazione viene resa. In tal senso, l' "assegnazione" deve essere considerata come la destinazione alla struttura, intesa come unità/ufficio dell'attività lavorativa del dipendente, espressione tipica ed esclusiva del potere datoriale. 
Ne deriva che il personale interessato mantiene un preciso vincolo di dipendenza dall'ente di appartenenza, ovvero la "dipendenza organica", in quanto l'assegnazione non comporta dal punto di vista giuridico la costituzione di nuovo e distinto rapporto di lavoro, né tantomeno modifiche alla regolamentazione giuridica ed economica del rapporto di lavoro originario, che il dipendente, pertanto, mantiene con l'Amministrazione di appartenenza; anche se il rapporto di servizio si svolge concretamente nell'ambito dell'ente individuato quale sede dell'ufficio unico e non presso l'ente di appartenenza. 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)

Domanda

Qual è la corretta disciplina per la corresponsione dei rimborsi per trasferta al personale delle forme associative di cui all’art. 48 CCRL 7/12/2006?

Risposta

Preliminarmente si rappresenta che le norme contrattuali di riferimento sono l'art. 48 CCRL 7/12/2006 così come successivamente modificato dall'art. 21 del CCRL 6/5/2008, nonché l'art. 63 CCRL 1/8/2002 e s.m.. 
In particolare la riscrittura dell'art. 48 comma 4 introduce la possibilità, dubbia in occasione della prima formulazione, di rimborsare il dipendente assegnato per la maggior distanza casa-lavoro anche autorizzandolo all'uso del mezzo proprio prima dell'inizio dell'orario di servizio e, comunque,al sussistere congiunto delle due condizioni indicate al comma 1 dello stesso articolo. 
La trasferta ex art. 63 CCRL 1/8/02 e s.m. ed il rimborso ex art. 48 CCRL 7/12/2006 sono cumulabili, nel caso in cui il dipendente assegnato debba recarsi presso un altro Ente che disti più di dieci km dalla sede di servizio ovvero dalla dimora abituale, se più vicina. 
Si ricorda, inoltre, ai fini dell'identificazione della sede di servizio del dipendente interessato, i principi dettati dall'art. 47 del CCRL 7/12/2006 cui le convenzioni devono uniformarsi, prevedono tra l'altro che: 

  • l'assegnazione non comporta la costituzione di un distinto rapporto di lavoro, né modifiche alla regolamentazione giuridica ed economica del rapporto originario; 
  • il vincolo di dipendenza organica permane con l'Ente di provenienza. 

Per completezza della risposta si precesa che per il personale assegnato, nell'ambito delle forme associative di cui alla l.r. n. 1/2006, ad un ufficio comune avente sede presso un'amministrazione diversa da quella di appartenenza si precisa che la timbratura di inizio turno deve essere effettuata presso la sede di assegnazione. 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)

Domanda

 A un dipendente è stato conferito un incarico di posizione organizzativa a tempo parziale mentre per la restante parte della prestazione lavorativa lo stesso è stato assegnato all’ufficio comune di una forma associativa. E’ possibile erogare al dipendente l’indennità per il personale assegnato alle forme associative di cui all’art. 48 del CCRL 7.12.2006?

Risposta

Gli enti privi di dirigenza, così come previsto dall’art. 43 del CCRL 7.12.2006, possono individuare, in relazione alle specifiche esigenze organizzative derivanti dall’ordinamento vigente, delle posizioni organizzative a tempo parziale. In questo caso opera il principio del riproporzionamento, in base alla durata della prestazione lavorativa, della retribuzione di posizione nonché dei compensi di lavoro straordinario assorbiti dalla stessa retribuzione. Il trattamento economico corrisposto al titolare di posizione organizzativa, così come disposto dall’a rt. 44, comma 1, del CCRL 7.12.2006, assorbe tutte le competenze accessorie nonché le indennità correlate ad incarichi o funzioni. Pertanto, nel caso del titolare di posizione organizzativa a tempo parziale, non tutte le competenze accessorie andranno riassorbite dalla retribuzione di posizione ma solo quelle correlate all’incarico attribuito. Per contro quelle riferite alla prestazione lavorativa svolta fuori dall’incarico di posizione organizzativa andranno retribuite tenendo conto delle norme contrattuali e degli accordi sottoscritti nonché della durata della prestazione lavorativa. 

(prot. 0013504 - 1 aprile 2011) 

Domanda

Nel caso di personale in convenzione a tempo parziale l’eventuale lavoro straordinario e il salario accessorio da chi vengono erogati? In quale fondo dei due comuni vengono imputati questi importi?

Risposta

I rapporti di lavoro del personale in convenzione sono disciplinati dall’art. 7 del CCRL 26.11.2004 e, per gli aspetti più specifici, dalla convenzione tra i due enti interessati. Nel caso del personale utilizzato a tempo parziale di norma tutto il trattamento economico viene erogato dall’ente titolare del rapporto di lavoro salvo poi il rimborso delle competenze relative alle ore prestate presso l’ente utilizzatore. Il comma 3 dell’art. 7 prevede poi la possibilità di integrare il trattamento economico accessorio qualora la contrattazione decentrata dell’ente utilizzatore preveda specifiche forme aggiuntive di incentivazione economica. Tali somme devono essere liquidate dall’ente titolare del rapporto di lavoro ed il relativo costo dovrà essere imputato al fondo delle risorse decentrate dell’ente utilizzatore. Anche il lavoro straordinario, autorizzato e prestato presso l’ente utilizzatore, va liquidato dall’ente gestore del rapporto di lavoro ma il costo andrà sempre imputato al fondo delle risorse decentrate dell’ente utilizzatore. 

(prot. 0013500 - 01/04/2011)