FERIE E FESTIVITÀ SOPPRESSE

Domanda

Come devono essere calcolati i giorni di ferie del personale turnista nel caso di festività cadente in un giorno infrasettimanale?

Risposta

In via generale, è indubbio che i giorni di ferie devono essere considerati, con riferimento a tutto il personale in servizio (anche con riferimento al lavoratore turnista), giorni lavorativi nel cui computo, di conseguenza, si devono escludere tutte le festività e i giorni non lavorativi ricadenti all'interno del periodo richiesto per la fruizione delle ferie stesse. 
Sul punto, per una maggiore chiarezza, si rimanda anche a quanto disposto dall'ARAN nella risposta di data 23/03/2004 con riferimento al quesito n.03 avente ad oggetto l'art.19 del CCNL 01/09/1995 – Comparto Sanità: "Il periodo di ferie deve essere definito tenendo conto dei giorni lavorativi come derivanti dalla distribuzione dell'orario settimanale di lavoro su cinque o sei giorni, senza conteggiare le festività ed i riposi compensativi in esso ricadenti"
Analogamente, nel parere 900-22L3 (1)  l'ARAN, con specifico riferimento al calcolo delle giornate di ferie del personale turnista, precisa che "(…) nel computo dei giorni di ferie si tiene conto comunque dei giorni lavorativi (comunque almeno cinque), dato che solo rispetto ad essi può esplicarsi il diritto del lavoratore di astenersi dalla prestazione lavorativa, al fine del necessario recupero delle energie psico-fisiche del lavoratore stesso (…)"
In ogni caso, si ricorda che già il DPR n.395 del 23.08.1988, stabiliva che, anche nel pubblico impiego, il computo dell'allora "congedo ordinario" (ora ferie) deve essere riferito ai giorni lavorativi settimanali. 

(1) Rinvenibile al sito www.aranagenzia.it, nella "Raccolta sistematica". 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)

Domanda

La giornata del Santo Patrono è sempre friubile?

Risposta

La normativa vigente in materia di festività e solennità civili non regolamenta la festività del Santo Patrono in quanto tale festività risulta disciplinata dagli usi e dalle consuetudini. Per il personale degli enti locali gli effetti giuridici sono regolati dalla previsione dell'articolo 18, comma 6, del CCNL del 6.7.1995 che riconosce la ricorrenza del Santo Patrono del luogo ove il dipendente presta servizio come giorno di sospensione dal lavoro nel caso in cui tale festività risulti cadente in giorno lavorativo. Pertanto, nel caso in cui presso il comune non risulti istituita la festività del Santo Patrono non è possibile applicare al personale dipendente quanto previsto dall'art.18, comma 6, del CCNL 6.7.1995. 
Le stesse norme valgono anche nel caso in cui il personale presti la propria attività lavorativa all'interno di una forma associativa qualora la sede presso la quale il dipendente presti servizio si trovi in un comune nel quale non è stata mai istituita la festività del Santo Patrono. Le convenzioni fra gli enti partecipanti alla forma associativa possono disciplinare le concrete modalità di applicazione della festività del Santo Patrono nei confronti dei dipendenti assegnati. 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)

Domanda

L'indennità ad personam prevista per il personale attribuita ai dipendenti assunti, con contratto di lavoro a tempo determinato ai sensi dell’art. 90 D.lgs. 267/00, che ha natura temporanea ed è attribuita per un incarico circoscritto nel tempo, rientra nella nozione di assegno personale e, quindi concorre alla base di calcolo per il pagamento delle ferie ai sensi dell’art. 60 CCRL 7.12.2006?

Risposta

Nell'ipotesi di ferie non godute ai sensi dell'art. 18, comma 9 e 16 del CCNL 06.07.1995, al lavoratore deve essere corrisposta un'indennità pari alla retribuzione che avrebbe percepito in caso di ordinaria presenza al lavoro. 
Pertanto, in materia, non può che farsi correttamente riferimento alla nozione di retribuzione di cui all'art. 60, comma 2, lettera c) del CCRL 7.12.2006 che abbraccia sicuramente tutte le diverse forme di compenso che possono essere corrisposte ordinariamente al dipendente durante i periodi di presenza al lavoro. 
Nel caso in esame, non si ritiene che l'indennità ad personam attribuita ai dipendenti in questione, concorra alla base di calcolo per il pagamento delle ferie non godute ai sensi dell'art. 60 CCRL 7.12.2006, perché detto importo stabilito per integrare il trattamento di base a titolo di emolumento omnicomprensivo dei compensi per il lavoro straordinario, per la produttività collettiva e per la qualità della prestazione individuale, corrisponde di fatto ad una cifra forfetaria che ricomprende voci non assimilabili a quelle che costituiscono la retribuzione individuale mensile. 
Questo perché la nozione di assegno personale a carattere continuativo e non riassorbile di cui all'art. 60, comma 2, lettera c) del CCRL 7.12.2006, ha natura e caratteristiche diverse da quelle dell'indennità ad personam di cui all'art. 90 D.Lgs. n. 267/00. Infatti, il primo assegno personale ha carattere continuativo e non riassobibile, il secondo tipo di indennità, invece, ha carattere temporaneo ed è attribuita per un incarico specifico e circoscritto nel tempo. 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)

Domanda

Come devono essere calcolate le giornate di ferie per un dipendente che andrà in quiescenza nel corso della prima quindicina del mese di riferimento?

Risposta

L'art. 18, comma 7 del CCNL 06/07/1995 stabilisce che la durata delle ferie deve essere determinata in proporzione dei dodicesimi di servizio prestato; per quanto riguarda invece le quattro giornate di recupero delle ex festività soppresse, l'art.18 del CCNL del 6.7.1995, ha contrattualizzato gli effetti della legge n.937/1977, stabilendo che il dipendente ha diritto a fruire nel corso dell'anno solare, in aggiunta ai giorni di ferie, anche di ulteriori quattro giorni di riposo, da utilizzare ai sensi ed alle condizioni stabilite nella citata legge n.937/1977. L'art.18, qualificando le quattro giornate della legge n.937/1977 come giornate di riposo, le ha sostanzialmente assimilate alle ferie (2). 
Tale assimilazione ai giorni di ferie risulterà ancora più evidente ove si consideri che nell'art. 60, comma 3 del CCRL 7.12.2006 viene espressamente previsto che, in caso di mancata fruizione delle quattro giornate di riposo, al dipendente deve essere corrisposto lo stesso trattamento economico previsto per i giorni di ferie. 
Considerato, come si è detto, che le quattro giornate di riposo sono sostanzialmente assimilabili alle ferie, evidentemente, ai fini della loro maturazione, non possono non trovare applicazione le medesime regole valevoli per le ferie. 
Ne consegue pertanto che, nell'anno di assunzione e di cessazione del rapporto, esse vanno determinate in dodicesimi (art.18, comma 7 CCNL del 6/7/1995). 
Per quanto riguarda l'efficacia retroattiva della disposizione di cui all'art. 22, comma 1, del CCRL di Comparto unico sottoscritto in data 07.12.2006 il quale prevede che: "A decorrere dall'01/01/2006, le ferie spettanti al personale degli Enti locali sono aumentate di una giornata", si precisa quanto segue. 
La richiamata disposizione contrattuale pur prevedendo una decorrenza retroattiva rispetto all'entrata in vigore del CCRL di Comparto unico, non può non essere interpretata tenendo conto della ratio dell'istituto delle ferie, e in particolare, considerando che, in base a quanto previsto dall'art. 18, commi 9 e 16, del CCNL 06/07/1995 le ferie si configurano come un diritto irrinunciabile del dipendente e non sono monetizzabili se non all'atto della cessazione del rapporto di lavoro, qualora quelle spettanti a tale data non siano state fruite per esigenze di servizio. 
Premesso un tanto, sembra di poter dire che il diritto all'aumento di una giornata di ferie a decorrere dal 01.01.2006 spetta senz'altro al personale in servizio alla data di entrata in vigore del contratto. Per contro, per il personale cessato antecedentemente a tale data, sembrano non sussistere i requisiti necessari a rendere di fatto esigibile il diritto, sia in via diretta, in quanto il personale cessato non può più godere delle ferie, sia in via indiretta, in quanto non sussistono i requisiti di legge in presenza dei quali è legittima la monetizzazione delle ferie non fruite. 

(2) Vedi Cons.Stato, VI, 20.10.1986, n.802, che qualificava tali giornate non come permessi ma piuttosto come congedo ordinario sia pure in presenza di un differente procedimento amministrativo predisposto ai fini della loro fruizione. 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)

Domanda

Che cosa succede se la festività del Santo Patrono capita di sabato?

Risposta

In ordine al riconoscimento della festività del Santo Patrono ricorrente in giornata di sabato, si riporta quanto chiarito sul punto dall'ARAN (3), ovvero che: "Nel comparto del personale delle regioni e delle autonomie locali non esiste alcuna disposizione che consenta di pagare o di compensare il caso di una festività cadente in giorno non lavorativo. Il CCNL ha disciplinato in modo esaustivo tutta la materia delle ferie e delle festività e non consente rinvii di alcun genere"
Si ricorda, peraltro, che l'art.18, comma 6, secondo periodo, del CCNL 6.7.1995, nel disporre che "E' altresì considerata giorno festivo la ricorrenza del Santo Patrono della località in cui il dipendente presta servizio, purchè ricadente in giorno lavorativo", ha qualificato espressamente come giorno festivo la ricorrenza del Santo Patrono, ma solo se ricadente in giorno lavorativo. 

(3) Cfr. parere 795-18I1 consultabile nella Raccolta sistematica, all’indirizzo www.aranagenzia.it 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)