LAVORO STRAORDINARIO

Domanda

Quali sono i limiti per l’effettuazione del lavoro aggiuntivo per il personale assunto con contratto di lavoro a tempo parziale e come deve essere conteggiato il relativo compenso?

Risposta

Premesso che per il personale con rapporto di lavoro a tempo parziale, il lavoro aggiuntivo è un evento del tutto eccezionale, in base al rispetto del principio di buon andamento della P.A., sancito dall'art. 97 Cost., il dispositivo di cui all'art. 6, comma 2 del CCRL 25.07.2001, prevede espressamente che: “Al personale con rapporto di lavoro a tempo parziale di tipo orizzontale, e solo con l'espresso consenso dello stesso, può essere richiesta l'effettuazione di prestazioni di lavoro aggiuntivo, di cui all'art. 1, comma 2, lett. e) del D.Lgs. n. 61/2000, nella misura massima del 10% della durata dell'orario di lavoro a tempo parziale riferita a periodi non superiori ad un mese e da utilizzare nell'arco di più di una settimana”
La norma ha l'evidente finalità di tutelare il dipendente in relazione alle possibili richieste datoriali in ordine allo svolgimento del lavoro straordinario, conseguentemente l'interpretazione della norma deve tener conto di tale finalità. 
Questo significa che il personale con rapporto a tempo parziale orizzontale che, ad esempio, presta 90 ore di lavoro mensili può effettuare non più di 9 ore di lavoro aggiuntivo o supplementare, secondo la disciplina prevista dal sopraccitato art. 6, comma 2 del CCRL 25.07.2001.
Le predette 9 ore di lavoro aggiuntivo possono essere svolte tutti i mesi (nove ore ogni mese) e le relative prestazioni devono essere distribuite in almeno due settimane (di ogni mese). Le ore non effettuate in un mese non possono essere riportate al mese successivo. 
Alla luce di quanto argomentato, si ritiene che il limite del 10%, vada quantificato sempre su base mensile. 
Inoltre il lavoro aggiuntivo può essere richiesto nelle sole giornate di effettiva attività lavorativa. L'esigenza organizzativa dell'Ente di avvalersi della prestazione lavorativa del lavoratore in altra giornata rispetto a quelle di presenza stabilite nel  contratto di lavoro a tempo parziale potrebbe, al limite, essere affrontata in via del tutto eccezionale e temporanea mediante una modifica dell'articolazione settimanale della prestazione ordinaria, ovviamente con il consenso del lavoratore stesso. 
In merito alla liquidazione del lavoro aggiuntivo svolto da personale in part-time orizzontale in orario notturno, entro il limite del 10%, si ritiene utile precisare che il compenso per le ore di lavoro aggiuntivo debba necessariamente essere computato con riferimento alla retribuzione oraria percepita dal lavoratore in relazione alla durata della prestazione del rapporto di lavoro a tempo parziale. 
Alla retribuzione oraria riconosciuta al lavoratore in proporzione alla durata della sua prestazione si applicano le maggiorazioni di cui al comma 5 e 6 del CCRL 25.07.2001, nelle diverse ipotesi ivi considerate, per la determinazione del compenso del lavoro aggiuntivo. 
Riguardo all'imputazione dei costi per l'eventuale remunerazione del lavoro aggiuntivo, si ritiene corretto che essi vengano addebitati al generale fondo annuale per lo straordinario. 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)

Domanda

Quali sono i limiti per l’effettuazione del lavoro aggiuntivo per il personale assunto con contratto Come viene determinato il monte ore di lavoro straordinario, il cui trattamento economico è già riconosciuto nella retribuzione di posizione, nell’ipotesi in cui il titolare di posizione organizzativa sia titolare di un contratto di lavoro a tempo parziale?

Risposta

Il principio di riproporzionamento, citato nell'ambito dell'art. 43 del CCRL 7/12/2006 in merito al trattamento economico delle posizioni organizzative a tempo parziale, và operato anche con riferimento al contingente di 120 ore annue già assorbite dalla retribuzione di posizione. Pertanto, ogni tipo di riconoscimento economico andrà operato nei confronti del titolare di posizione organizzativa solo per la parte eccedente l'effettuazione delle 120 ore riproporzionate in base alla durata del rapporto di lavoro a tempo parziale. 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)

Domanda

E’ possibile, previa riduzione delle risorse del fondo annuale per lo straordinario, che i conseguenti risparmi siano considerati risorse stabili e, pertanto, possano essere utilizzati per il finanziamento dell’istituto delle progressioni orizzontali?

Risposta

Nell'ambito delle disposizioni recate dall'art. 17 co. 9 del CCRL 1/8/2002 è prevista la possibilità, da parte della delegazione trattante per la contrattazione integrativa decentrata, di provvedere alla progressiva e stabile riduzione delle risorse annualmente destinate alla corresponsione del lavoro straordinario, dopo averne accertato il ripetuto mancato utilizzo di parte delle risorse stesse. 
Dalla lettura di tale disposizione emerge la natura stabile della decurtazione del fondo per lo straordinario, tale da non poter consentire successive reintegrazioni. Da ciò deriva che i conseguenti  risparmi ben potranno andare ad incrementare le risorse stabili del fondo per la produttività e, pertanto, a finanziare anche nuove progressioni orizzontali. 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)

Domanda

E’ possibile procedere al riconoscimento di una prestazione di lavoro straordinario effettuata durante i periodi di riposo spettanti ai sensi degli articoli 39 e 40 del D. Lgs. n. 151/2001?

Risposta

L'articolo 39 del D.Lgs. n. 151/2001 prevede che, durante il primo anno di vita del bambino, il datore di lavoro deve consentire alle lavoratrici madri di fruire di due periodi di riposo della durata di un'ora ciascuno, anche cumulabili durante la giornata lavorativa, qualora l'orario giornaliero di lavoro abbia una durata uguale o superiore a sei ore. 
La disposizione chiarisce inoltre che tali periodi di riposo sono considerati ore lavorative agli effetti della durata e della retribuzione del lavoro e che comportano il diritto della donna ad uscire dall'azienda. 
L'articolo 40 del D.Lgs. n. 151/2001 stabilisce altresì che i periodi di riposo giornalieri di cui all'articolo 39 sono riconosciuti al padre lavoratore nelle ipotesi ivi previste. 
Dal dettato delle disposizioni appare chiaro che nel caso in cui il lavoratore non fruisca di tale permesso lo stesso sia considerato al lavoro a tutti gli effetti e che pertanto la corresponsione dei compensi per lavoro straordinario sia possibile solo a seguito di prestazione lavorativa svolta oltre il normale orario di lavoro. 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)

Domanda

Quali tipi di compensi possono essere corrisposti al personale impegnato nell'attività del censimento generale della popolazione prevista dall'Istat?

Risposta

La possibilità di procedere alla corresponsione da parte dell’ISTAT e di altri Enti od organismi pubblici, autorizzati per legge o per provvedimento amministrativo, di specifici compensi al personale per le prestazioni connesse ad indagini periodiche ed attività di settore rese al di fuori dell’orario ordinario di lavoro è contemplata dall’articolo 17, comma 11, del CCRL 01/08/2002, laddove si precisa altresì che tali prestazioni non concorrono a determinare il limite massimo individuale per prestazioni di lavoro straordinario. La possibilità di procedere all’attribuzione in favore del personale dipendente di specifici compensi va pertanto rinvenuta, di volta in volta, nelle normative di settore che disciplinano la materia. Ciò posto, con riferimento allo svolgimento del 15° Censimento generale della popolazione, si rileva che il trasferimento assegnato dall’ISTAT si configura quale contributo forfetario destinato a ristoro delle spese sostenute dall’Ente per lo svolgimento delle attività in oggetto. Si ritiene pertanto, conformemente a quanto indicato nella circolare dell’Istat n. 6 di data 21 giugno 2011, che nell’i potesi in cui per lo svolgimento delle operazioni censuarie l’Ente abbia deciso di avvalersi di personale dipendente, allo stesso potranno essere corrisposti, in aggiunta alla retribuzione, i compensi per lavoro straordinario. 

(prot. 0028180 - 02/08/2011)