FONDO PER LE RISORSE DECENTRATE

Domanda

E' possibile ridurre le risorse destinate allo straordinario e trasferire l’importo alle risorse stabili del fondo per le risorse decentrate?

Risposta

Nell'ambito delle disposizioni recate dall'art. 17 co. 9 del CCRL 1/8/2002 è prevista la possibilità, da parte della delegazione trattante per la contrattazione integrativa decentrata, di provvedere alla progressiva e stabile riduzione delle risorse annualmente destinate alla corresponsione del lavoro straordinario, dopo averne accertato il ripetuto mancato utilizzo di parte delle risorse stesse. 
Dalla lettura di tale disposizione emerge la natura stabile della decurtazione del fondo per lo straordinario, tale da non poter consentire successive reintegrazioni. Da ciò deriva che i conseguenti  risparmi ben potranno andare ad incrementare le risorse stabili del fondo per la produttività e, pertanto, a finanziare anche nuove progressioni orizzontali. 
Nel merito, si suggerisce, ferme restando le autonome valutazioni organizzative sull'impiego delle risorse stesse da parte dell'Amministrazione, di valutare attentamente la possibilità di un tale impiego, alla luce delle complessive esigenze che l'Ente nell'immediato o nel futuro potrebbe avere in ordine al finanziamento di altri istituti, per i quali potrebbe realizzarsi la necessità di finanziamento anche attraverso il ricorso a risorse stabili per la parta non coperta da quelle variabili. 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)

Domanda

Come va applicato l’incremento previsto dall’art. 74, comma 1 del CCRL 7.12.2006?

Risposta

L'incremento del fondo per le risorse decentrate previsto dall'art. 74, comma 1, del CCRL 7.12.2006 deve senz'altro considerarsi come incremento variabile del fondo, in quanto l'importo risulta condizionato dalle risultanze del conto consuntivo riferito all'anno precedente a quello di riferimento e quindi variare di anno in anno. 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)

Domanda

Cosa si intende per monte salari?

Risposta

La definizione di monte salari, così come prevista dall'art. 75 del CCRL 7.12.2006, comprende tutte le somme corrisposte al personale destinatario del contratto con esclusione di quelle specificatamente indicate nel medesimo articolo. Il termine corrisposte deve intendersi come quelle effettivamente pagate nell'anno a cui la norma contrattuale si riferisce. Pertanto, a parere di questa Agenzia gli arretrati previsti dal CCRL 26.11.2004 e corrisposti nell'anno 2005 devono essere considerati nel monte salari dell'anno 2005 ai fini del calcolo dell'incremento del fondo delle risorse aggiuntive previsto dall'art. 35 del CCRL 6.5.2005. 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)

Domanda

In che termini si può incrementare o ridurre il fondo per le risorse decentrate?

Risposta

Nella costituzione del fondo per la contrattazione integrativa del personale vi è la possibilità da parte dell'ente di integrare le risorse nel caso in cui vengano attivati nuovi servizi o vi siano dei processi di riorganizzazione finalizzati ad un accrescimento di quelli esistenti. La condizione essenziale affinché l'ente possa integrare il fondo con proprie risorse è che vi sia l'attivazione di un nuovo servizio ovvero vi sia un potenziamento dei servizi esistenti attraverso un accrescimento degli stessi. Al di fuori di queste fattispecie l'ente non può integrare il fondo della contrattazione integrativa. 
Per quanto attiene alla riduzione del fondo per effetto di una diminuzione di personale, salvo quanto disposto dal comma 2bis dell'art. 9 del D.L. n. 78/2010, si precisa che il contratto non prevede norme che disciplinano la riduzione dello stesso. Tale ipotesi sarebbe giustificata solo nel caso in cui i posti in dotazione organica fossero soppressi ovvero vi fosse una esternalizzazione dei servizi con conseguente trasferimento del personale addetto. Il solo fatto che nell'Ente si siano verificate più cessazioni non dovute a trasferimento di funzioni non giustifica la riduzione del fondo e di conseguenza le risorse non utilizzate potranno essere disponibili per il restante personale fino all'eventuale assunzione di nuovi dipendenti in sostituzione di quelli cessati. 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)

Domanda

Come si quantificano le risorse derivanti dal recupero dell’evasione dell’ICI?

Risposta

Tra le fonti di alimentazione del fondo per la contrattazione integrativa l'art. 73, comma 2, lettera d) ricomprende anche quelle già previste dall'art. 20, comma 1, lett. k) del CCRL 1.8.2002 relative al recupero evasione ICI.  
Tali somme, corrisposte per l'incentivazione del personale che svolge attività finalizzate al recupero dell'evasione ICI, devono intendersi quale tetto complessivo di costo per l'ente e, di conseguenza, sono comprensive degli oneri riflessi. Tale orientamento è previsto anche nella circolare n. 19 del 24/4/2002 del Ministero dell'Economia e delle Finanze con la quale, nel dare istruzioni per la compilazione del conto annuale, si precisava che le somme che alimentano il fondo quali, ad esempio, i compensi incentivanti di cui alla legge 109/1994 nonché quelli corrisposti a seguito delle attività di recupero dell'evasione ICI, sono da intendersi comprensivi degli oneri riflessi a carico dell'amministrazione. 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)

Domanda

Come viene quantificato l’incremento previsto dall’art. 20, comma 5 del CCRL 1.8.2002?

Risposta

Il fondo delle risorse decentrate viene costituito al fine di poter finanziare tutte quelle risorse destinate all'incentivazione delle politiche di sviluppo delle risorse umane e della produttività. Nel caso in cui l'Ente dovesse procedere ad un aumento stabile della dotazione organica, a seguito dell'attivazione di nuovi servizi o di processi di riorganizzazione, il fondo delle risorse decentrate potrebbe essere incrementato, al fine di sostenere i maggiori oneri del trattamento economico accessorio del personale da impiegare nelle nuove attività, così come previsto dall'art. 20, comma 5, del CCRL 1.8.2002. 
Premesso che in contratto non è presente alcuna specifica indicazione sulle modalità di calcolo dell'incremento, si ritiene, in via meramente indicativa, che tale importo potrebbe essere calcolato con un criterio proporzionale tenendo in considerazione la natura delle risorse che compongono il fondo ed, in particolare, distinguendo tra le risorse decentrate stabili e quelle variabili. L'importo dell'incremento, quindi, potrebbe essere pari al numero dei dipendenti nuovi assunti moltiplicato per il valore medio pro-capite annuale delle risorse decentrate stabili calcolato sulla dotazione organica vigente prima del suo incremento. Di conseguenza se l'assunzione è stata effettuata in corso d'anno l'importo dell'incremento, così come calcolato, dovrebbe essere proporzionato ai mesi di effettivo servizio del personale nuovo assunto per poi essere riconsiderato nell'intero importo nell'anno successivo. 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)

Domanda

Quali sono le condizioni per applicare l’incremento previsto dall’art. 20, comma 5, del CCRL 1.8.2002?

Risposta

Il fondo delle risorse decentrate può essere integrato, così come dispone l'art. 20, comma 5 del CCRL 1.8.2002, con risorse a carico del bilancio degli enti nel caso in cui vi sia “l'attivazione di nuovi servizi o di processi di riorganizzazione finalizzati ad un accrescimento di quelli esistenti, ai quali si correlato un aumento delle prestazioni del personale in servizio cui non possa farsi fronte attraverso la razionalizzazione delle strutture e/o delle risorse finanziarie disponibili o che comunque comportino un incremento stabile delle dotazioni organiche.” 
La norma contrattuale pressupone che per l'applicazione di questo incremento l'Ente segua un preciso percorso valutativo al fine di verificare le condizioni che consentano di poter incrementare il fondo. Tali condizioni vengono ricondotte a due specifiche fattispecie: 

  • l'attivazione di nuovi servizi all'interno dell'ente; 
  • l'avvio di un processo di riorganizzazione finalizzato ad un aumento delle prestazioni dei servizi esistenti. 


La norma prevede che l'ente possa incrementare il fondo solo se effettivamente ci sia un maggior carico di lavoro cui non si possa far fronte con una razionalizzazione delle strutture e/o delle risorse finanziarie disponibili ovvero vi sia un incremento della dotazione organica. Pertanto non basta che vi sia un nuovo servizio per giustificare l'incremento del fondo per le risorse decentrate bensì deve verificarsi anche la condizione che l'ente non ha potuto, tramite una razionalizzazione delle risorse o delle strutture, far fronte in modo ordinario all'aumento del carico di lavoro. 
La verifica delle condizioni necessarie per incrementare il fondo delle risorse decentrate risente altresì delle specifiche condizioni organizzative locali nonché dalla complessità e dal numero delle strutture degli uffici. 
L'incremento di cui trattasi è rimesso a preventivo accertamento dei servizi di controllo interno o dei nuclei di valutazione. Pertanto, occorrerà dimostrare che le effettive disponibilità finanziarie previste a bilancio e destinate a tali incrementi siano la comprovata risultante di processi di razionalizzazione e di riorganizzazione delle attività dell'ente dallo stesso realizzati ovvero siano specificatamente destinate al perseguimento di particolari obiettivi di aumento delle prestazioni inerenti ai servizi svolti. 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)

Domanda

E' possibile non far gravare sul fondo, gli oneri relativi ad un dipendente in comando obbligatorio presso il giudice di pace, per la quota di progressioni orizzontali ed indennità di comparto, oppure pur contabilizzando detta quota sul Fondo aumentare il medesimo dell’importo rimborsato a tale titolo dal Ministero della Giustizia?

Risposta

La situazione soggettiva del dipendente in comando obbligatorio presso il Giudice di pace (ex art. 26 L. 468/1999) non è comparabile con la "cessazione del servizio" di cui agli articoli 26 e 27 del CCRL 26.11.2004. Infatti la "cessazione del servizio" presuppone l'interruzione del rapporto di lavoro e può avvenire per dimissioni, licenziamento, ecc., mentre il comando è la posizione del dipendente pubblico che è tenuto, per effetto di un provvedimento di durata provvisoria o in attesa del perfezionamento di un provvedimento definitivo, a prestare la propria attività presso un ufficio diverso da quello al quale appartiene. E' disposto per un periodo di tempo determinato e per far fronte a necessità di servizio. 
Alla luce di ciò, si comprende pertanto che gli oneri relativi al dipendente in questione devono continuare ad essere imputati al Fondo di cui all'art. 20 del CCRL 01.08.2002. 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)

Domanda

La quota di progressione orizzontale di un dipendente in mobilità volontaria attribuita dall’ente di provenienza dello stesso, deve essere finanziata con le risorse del fondo per le risorse decentrate?

Risposta

L'art. 27 del CCRL 26.11.2004 ha espressamente precisato che tutti i più elevati compensi che spettano ai dipendenti che fruiscono delle progressioni economiche orizzontali sono totalmente a carico delle risorse decentrate e, più in particolare, di quelle aventi caratteristiche di stabilità e di continuità previste dall'art. 24, comma 2 del CCRL 26.11.204. 
Pertanto, anche la quota di progressione orizzontale dei dipendenti provenienti da altri Enti tramite l'istituto della mobilità vanno finanziati dal fondo per le risorse decentrate dell'ente di destinazione. 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)

Domanda

Con quali modalità va erogato ai dipendenti il contributo proveniente dal Ministero dell’interno per un’attività di monitoraggio?

Risposta

Il Ministero dell'Interno ha avviato un monitoraggio relativo all'applicazione del D.Lgs. n. 30 del 6 febbraio 2007 riguardante il diritto di soggiorno dei cittadini dell'Unione europea. Tale monitoraggio viene svolto per il tramite dei comuni e prevede un'attività aggiuntiva da parte dei dipendenti del servizio demografico. La legge finanziaria del 2008 ha previsto l'erogazione di appositi contributi da assegnare ai comuni interessati al monitoraggio di cui il 40% è correlato all'attività formativa mentre il restante 60% è corrisposto quale contributo per l'attività svolta.
Il Ministero dell'Interno ha chiarito con propria circolare n. 17/2008 che le somme erogate in relazione all'attività svolta debbano essere destinate agli operatori dei servizi demografici che effettivamente hanno svolte le funzioni attribuite ai comuni inserendo tali somme nel fondo per le risorse decentrate di cui all'art. 15, lett. k del CCNL 1.4.1999. La lettera k) prevede l'inserimento all'interno del fondo di risorse che specifiche disposizioni di legge finalizzano alla incentivazione di prestazioni o di risultati del personale. 
Per quanto attiene alle disposizioni in materia di fondo delle risorse decentrate per il personale del comparto unico i contratti regionali prevedono, all'art. 20, comma 1, lett. k, del CCRL 1.8.2002, la possibilità di inserire nel fondo le somme destinate all'incentivazione del personale solo nei casi di attività per il recupero dell'ICI ovvero nel caso di assistenza dell'amministrazione in processi tributari. 
Il medesimo contratto regionale prevede, all'articolo 17, comma 11, la possibilità per le amministrazioni di corrispondere ulteriori trattamenti economici aggiuntivi previsti da parte dell'ISTAT e di altri Enti od Organismi pubblici autorizzati per legge o per provvedimento amministrativo. 
Dal combinato disposto delle due norme contrattuali risulta che i contributi previsti dal Ministero dell'Interno per l'attività di monitoraggio non debbano essere inseriti nel fondo delle risorse decentrate, come avviene a livello nazionale, bensì gli stessi vengono introitati dagli enti e poi corrisposti al personale che ha svolto la specifica attività, alla stregua di quanto già avviene per i compensi ISTAT.   
Il contributo erogato dal Ministero deve intendersi comprensivo degli oneri riflessi a carico dell'Amministrazione, analogamente alle somme corrisposte per l'incentivazione del personale che svolge attività finalizzate al recupero dell'evasione dell'ICI e dei compensi corrisposti per le attività svolte per le rilevazioni statistiche dell'ISTAT. 
Per quanto attiene alla possibilità di erogare tali compensi al responsabile di posizione organizzativa si precisa che, ai sensi di quanto dispone l'art. 44 del CCRL 7.12.2006, il trattamento economico del titolare di posizione organizzativa comprende tutte le indennità correlate ad incarichi o funzioni, fatti salvi i trattamenti incentivanti la produttività previsti da specifiche disposizioni legislative nazionali e regionali e comunque compensi per un'attività svolta al di fuori del normale orario di servizio. 
Il monitoraggio previsto dal Ministero dell'Interno comporta delle prestazioni aggiuntive non correlate ad incarichi o funzioni svolte al di fuori dell'orario di lavoro e di conseguenza,, in analogia a quanto previsto per i compensi ISTAT, tali incentivi possono essere esclusi dal concetto di onnicomprensività del trattamento economico della retribuzione di posizione corrisposto al titolare di posizione organizzativa. 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)

Domanda

Lo straordinario elettorale va conteggiato nel calcolo del monte salari?

Risposta

Il fondo per le risorse decentrate è costituito ai sensi dell'art. 24 del CCRL 26.11.2004, disposizione che, nel determinare le modalità di costituzione del fondo stesso, distingue tra le risorse aventi carattere di certezza, stabilità e continuità da quelle aventi caratteristiche di eventualità e variabilità. 
Tale distinzione risulta altresì rilevante per determinare gli utilizzi del fondo stesso in quanto l'ente, nel ripartire le risorse finanziare a disposizione, dovrà tener conto della natura degli importi da erogare. Pertanto gli utilizzi previsti da norme contrattuali, quali ad esempio progressioni orizzontali già attribuite ovvero l'indennità di comparto, andranno considerati come impieghi stabili del fondo poichè tali risorse sono vincolate e non utilizzabili per altre finalità. 
Conseguentemente gli utilizzi del fondo che prevedono, invece, il pagamento di compensi ovvero di indennità per le quali l'individuazione delle casistiche o delle modalità sono effettuate tenendo conto delle effettive e peculiari esigenze del singolo ente, vanno considerati come utilizzi variabili. Infatti le singole situazioni che hanno determinato l'individuazione di compensi ovvero di indennità, quali ad esempio l'indennità di reperibilità ovvero di turno, potrebbero in futuro essere di per se stessi modificati ovvero non più ricompresi. 
In conclusione si può ritenere che tali risorse non possono essere considerate vincolate a criteri di stabilità e continuità proprio per il fatto che l'individuazione delle casistiche è da ricollegarsi alle esigenze organizzative dell'Ente. 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)

Domanda

In che modo vanno imputate le spese per le indennità turno, reperibilità, ecc.?

Risposta

Il fondo per le risorse decentrate è costituito ai sensi dell'art. 24 del CCRL 26.11.2004, disposizione che, nel determinare le modalità di costituzione del fondo stesso, distingue tra le risorse aventi carattere di certezza, stabilità e continuità da quelle aventi caratteristiche di eventualità e variabilità. 
Tale distinzione risulta altresì rilevante per determinare gli utilizzi del fondo stesso in quanto l'ente, nel ripartire le risorse finanziare a disposizione, dovrà tener conto della natura degli importi da erogare. Pertanto gli utilizzi previsti da norme contrattuali, quali ad esempio progressioni orizzontali già attribuite ovvero l'indennità di comparto, andranno considerati come impieghi stabili del fondo poichè tali risorse sono vincolate e non utilizzabili per altre finalità. 
Conseguentemente gli utilizzi del fondo che prevedono, invece, il pagamento di compensi ovvero di indennità per le quali l'individuazione delle casistiche o delle modalità sono effettuate tenendo conto delle effettive e peculiari esigenze del singolo ente, vanno considerati come utilizzi variabili. Infatti le singole situazioni che hanno determinato l'individuazione di compensi ovvero di indennità, quali ad esempio l'indennità di reperibilità ovvero di turno, potrebbero in futuro essere di per se stessi modificati ovvero non più ricompresi. 
In conclusione si può ritenere che tali risorse non possono essere considerate vincolate a criteri di stabilità e continuità proprio per il fatto che l'individuazione delle casistiche è da ricollegarsi alle esigenze organizzative dell'Ente. 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)

Domanda

E' possibile che un dipendente in distacco sindacale partecipi ad un progetto obiettivo?

Risposta

L'istituto del distacco sindacale determina la sospensione della prestazione lavorativa principale, conseguentemente in relazione alla sospensione della prestazione principale non può sussistere, neppure astrattamente, la possibilità che permangano prestazioni accessorie in quanto non sussiste l'accessorietà rispetto ad una prestazione non resa. 
Pertanto non si ritiene possibile erogare trattamenti accessori correlati allo svolgimento di un progetto obiettivo ad un dipendente in distacco sindacale a tempo pieno, in quanto lo stesso dipendente non essendo in servizio, non può partecipare neppure alla realizzazione di progetti obiettivo e non matura alcun diritto correlato. 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)

Domanda

I trattamenti accessori collegati alla produttività individuale e/o di gruppo, attribuiti a un dipendente con contratto individuale di lavoro a tempo parziale, debbano o meno essere erogati allo stesso proporzionalmente al regime di orario adottato, oppure se le modalità di tale attribuzione debbano essere definite in sede di contrattazione decentrata?

Risposta

Il rapporto di lavoro a tempo parziale viene disciplinato contrattualmente dal CCRL 25.7.2001, agli articoli 4, 5 e 6. In particolare, è l'art.6 a definire il trattamento economico – normativo del personale con rapporto di lavoro a tempo parziale. Per quanto riguarda i cosiddetti "trattamenti accessori", il comma 10 dell'articolo in argomento, dispone che: "I trattamenti accessori collegati al raggiungimento di obiettivi o alla realizzazione di progetti, nonché altri istituti non collegati alla durata della prestazione lavorativa, sono applicati ai dipendenti a tempo parziale anche in misura non frazionata o non direttamente proporzionale al regime orario adottato, secondo la disciplina prevista dai contratti integrativi decentrati". 
Dal dettato contrattuale sopra riportato, a parere di questa Agenzia, si evince chiaramente che i trattamenti accessori collegati al raggiungimento di obiettivi o alla realizzazione di progetti rientrano tra quegli istituti che, con riferimento alla fattispecie del rapporto di lavoro a tempo parziale, non risultano collegati alla durata della prestazione lavorativa e, pertanto, possono essere applicati ai dipendenti a tempo parziale anche in misura non direttamente proporzionale al regime orario adottato. 
Pertanto, ove in sede di contrattazione decentrata aziendale la modalità scelta per il conferimento dei trattamenti accessori di cui trattasi risulti quella della non proporzionalità al regime d'orario adottato, la scrivente ritiene tale opzione conforme alla disciplina contrattuale vigente. 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)

Domanda

Si possono inserire nel fondo per le risorse decentrate i rimborsi per spese di personale che i comuni associati rimborsano?

Risposta

Nel caso in cui un ente fornisca attualmente un servizio, in convenzione o in forma associata, per esempio relativo ad attività correlate all'ufficio tributi che preveda la corresponsione da parte dei comuni beneficiari di un contributo per le spese relative al servizio a parere di questa Agenzia non sussistono le condizioni di cui comma 1, lett. d) dell'art. 20 del CCRL 01.08.2002. 
La norma prevede, infatti, la possibilità di integrare il fondo con introiti derivanti dall'applicazione dell'art. 43, della legge 449/1997 e, conseguentemente, di corrispondere al personale interessato il relativo trattamento accessorio in presenza di iniziative quali la convenzione con soggetti pubblici e privati dirette a fornire, a titolo oneroso, consulenze e servizi aggiuntivi rispetto a quelli ordinari. 
Svolgere un servizio in forma associata è cosa assolutamente diversa dallo svolgerlo per conto di soggetti terzi. In caso di ufficio unico il presupposto del servizio fornito a soggetti terzi viene proprio a mancare dal momento che le prestazioni vengono rese a favore del medesimo soggetto rappresentato dalla forma associativa. 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)