INQUADRAMENTO DEL PERSONALE

Domanda

Qual è la procedura di inquadramento di un dipendente a seguito di mobilità interna dalla categoria PLA alla categoria C?

Risposta

Si ritiene, preliminarmente, di sottolineare che, all'interno del Comparto unico del pubblico impiego del Friuli Venezia Giulia, il personale dell'area della vigilanza presenta un sistema di classificazione, previsto dall'art. 30 del CCRL 1.8.2002, diverso rispetto a quello previsto per il restante personale. Tale differente sistema è stato adottato al fine di determinare un'ottimale soluzione alle problematiche di tale area, legate alla organizzazione propria dei corpi di polizia basata principalmente sulla strutturazione gerarchica degli stessi. 
Quanto reso non determina, in seno al personale della polizia municipale, l'incardinamento dello stesso in un vero e proprio ordinamento professionale autonomo ma un mero adattamento del sistema, di cui all'art. 25 del CCRL 01.08.2002, al personale dell'area di riferimento, col precipuo fine di permettere, da una parte, lo sviluppo professionale del personale in modo funzionale alle prerogative dei corpi di polizia municipale e, dall'altra, di mantenere, comunque, una unitarietà di ordinamento complessivo al fine di garantire la possibilità di un utilizzo del personale in entrambi i sistemi di classificazione per il tramite della mobilità interna. 
Premesso che l'istituto della mobilità interna non è disciplinato dalla contrattazione collettiva vigente (in materia è disciplinata solo la possibilità dell'avvio di un procedimento di concertazione tra le parti circa l'individuazione dei criteri generali previsti dall'art. 8, comma 1, lett. e) del CCRL 1.8.2002) nell'ambito della determinazione della corretta condotta da adottare soccorrono le disposizioni di cui al codice civile e al Dlgs.165/2001. 
In particolare si richiama quanto reso dalle disposizioni di cui all'art. 52 del dlgs.165/2001 e dall'art. 2103 codice civile così come interpretate dalla giurisprudenza la quale, chiamata a pronunciarsi nel merito, ha sancito che “L'adibizione del lavoratore a mansioni diverse da quelle precedenti ma ad essa equivalenti comporta che al dipendente debba essere assegnato l'inquadramento retributivo proprio delle nuove mansioni secondo la disciplina collettiva del rapporto, salvo il diritto del prestatore di lavoro a mantenere il trattamento retributivo delle mansioni precedenti, ove più favorevole". 
Di conseguenza, considerato che l'eventuale attribuzione di una posizione economica non comporta un mutamento dello status giuridico proprio della categoria stessa (artt. 25 e 26 del CCRL 01.08.2002) ne consegue che il dipendente dovrà essere collocato, all'interno della categoria di destinazione, nella posizione economica più vicina (per difetto) a quella in godimento con l'attribuzione di un assegno ad personam, pari alla differenza tra lo stipendio della stessa posizione economica e quello precedentemente in godimento da parte del dipendente. 
Pertanto, nel caso di specie, il dipendente che per mobilità interna in data 01.02.2004 transita dalla categoria PLA, posizione economica PLA2, alla categoria C va inquadrato nella corrispondente posizione economica C5, successivamente riclassificata, ai sensi dell'art. 6 del CCRL 26.11.2004, nella posizione economica C2. 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)

Domanda

Nell’ambito di quale categoria contrattuale può essere inserito il profilo di tecnico per l’inserimento lavorativo di cui al D.G.R. 196/2006?

Risposta

Il profilo del tecnico (o operatore) per l'inserimento lavorativo, previsto dal progetto obiettivo di cui all'art. 14bis, L.R. n. 41/1996 (aggiunto dalla L.R. n. 18/2005), è compiutamente disciplinato dalla D.G.R. n. 196/2006, che individua le caratteristiche del profilo ed i titoli richiesti per ricoprire tale ruolo. 
La successiva L.R. n. 6/2006 ricomprende il tecnico (o operatore) per l'inserimento lavorativo tra i soggetti che partecipano alla realizzazione del sistema integrato (art. 36), senza peraltro modificare il profilo già individuato. 
Nell'attuale CCRL 07.12.2006 il profilo del tecnico (o operatore) per l'inserimento lavorativo non è previsto tra quelli descritti in relazione alle singole categorie del personale (A, B, C, D). Tale dato però non osta, posto che i profili sono indicati a fini esemplificativi e non tassativi. E' pertanto necessario ricondurre anche il profilo in esame all'inquadramento previsto dal contratto attraverso i requisiti richiesti per l'accesso, le mansioni previste e il grado di complessità dei problemi da affrontare. 
A parere di questa Agenzia, l'assunzione di personale per il profilo di tecnico (o operatore) per l'inserimento lavorativo pare astrattamente riconducibile all'accesso nella categoria D del contratto collettivo, in relazione ai titoli professionali richiesti dalla D.G.R. (laurea e altro) ed alla complessità conoscitiva, organizzativa, gestionale e relazionale richiesta alla figura professionale dalla medesima delibera. 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)

Domanda

Qual è il corretto inquadramento degli operatori socio assistenziali ai sensi dell’art. 20 del CCRL 6/5/08?

Risposta

L'articolo 20 del CCRL 6.5.2008, che nasce dalla previgente disposizione di cui all'art.35, comma 7, del CCRL 7.12.2006, dispone quanto segue: 
"1. Il personale di categoria B in possesso della qualifica di OSS e che svolga le relative mansioni, viene inquadrato nella posizione economica B5, con decorrenza 1.1.2006. 
2. Il personale di cui al comma 1 mantiene la propria posizione economica se superiore. 
3. Le disposizioni di cui commi precedenti si applicano anche al personale che ha acquisito la qualifica di OSS in data successiva, fermo restando che l'inquadramento nella nuova posizione avviene dal momento dell'acquisizione del titolo medesimo.". 

Il reinquadramento degli operatori in possesso della qualifica O.S.S. è conseguito alla generalizzata riqualificazione del personale socio sanitario nell'ambito del sistema regionale che progressivamente ha determinato l'opportunità di considerare i profili O.T.A.A., A.D.E.S.T. ad esaurimento. 
La L.R. n. 6/2006 recante "Sistema integrato di interventi e servizi per la promozione e la tutela dei diritti di cittadinanza sociale" ha individuato infatti, tra le figure professionali sociali operanti nell'ambito del sistema integrato, quelle dell'operatore socio-sanitario e dell'assistente domiciliare e dei servizi tutelari, prevedendo inoltre al comma 4, per quest'ultima figura, che il titolo di assistente domiciliare e dei servizi tutelari fosse ad esaurimento. 
Detto ciò, sulla base di quanto indicato anche all'articolo 1 dell'accordo della conferenza Stato-Regioni del 22.02.2001 l'operatore che, a seguito dell'attestato di qualifica conseguito al termine della specifica formazione professionale, svolge attività indirizzata a: 
- soddisfare i bisogni primari della persona, nell'ambito delle proprie aree di competenza, in un contesto sia sociale che sanitario; 
- favorire il benessere e l'autonomia dell'utente 
ha titolo ad essere inquadrato ai sensi di quanto previsto dall'articolo 20 del CCRL 6.5.2008. 
Nessuna norma contrattuale o di legge prevede infatti, per il caso specifico, un concetto di prevalenza di mansioni sanitarie rispetto a quelle assistenziali, o viceversa,  e ciò, a parere della scrivente, in considerazione della molteplicità delle realtà operative nelle quali tali operatori possono essere chiamati a svolgere le loro mansioni. 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)

Domanda

Qual è la corretta applicazione della procedura da adottare in caso di dichiarazione di inabilità fisica del dipendente?

Risposta

Il comma 2 dell'art.41 (Assenze per malattia) del CCRL 01.08.2002 sostituisce il comma 4 dell'art. 21 del CCNL 6.7.1995, nel modo seguente:

"4. Superati i periodi di conservazione del posto previsti  dal  1° e 2° comma, nel caso che il dipendente sia riconosciuto idoneo a proficuo lavoro ma non allo svolgimento delle mansioni del proprio profilo professionale, l'ente, compatibilmente con la sua struttura organizzativa e con le disponibilità organiche, può utilizzarlo in mansioni equivalenti a quelle del profilo rivestito, nell'ambito della stessa categoria oppure, ove ciò non sia possibile e con il consenso dell'interessato, anche in mansioni proprie di profilo professionale ascritto a categoria inferiore. In tal caso trova applicazione l'art .4, comma 4, della legge n. 68/1999"
La disciplina contrattuale sopra richiamata individua l'obbligo in capo all'ente di verificare la possibilità di utilizzare il lavoratore, riconosciuto idoneo a proficuo lavoro ma non allo svolgimento delle mansioni del proprio profilo professionale, in mansioni equivalenti, o, con il suo consenso, anche in mansioni di profilo di categoria inferiore.

Solo ove ciò non sia realmente possibile, oppure nel caso che il dipendente sia dichiarato permanentemente inidoneo a svolgere qualsiasi proficuo lavoro (comma 3, art. 41 del CCRL 01.08.2002), l'ente può procedere alla risoluzione del rapporto, corrispondendo al dipendente interessato l'indennità sostitutiva del preavviso, in via eccezionale anche prima del superamento del periodo di comporto. 
Quindi, l'espressione "può utilizzarlo in mansioni equivalenti a quelle del profilo rivestito" riconosce all'Amministrazione il potere di adibire il dipendente a mansioni equivalenti, ovvero, con il suo consenso, anche a mansioni proprie di profilo professionale ascritto a categoria inferiore. 
L'inciso contrattuale sopra riportato non attribuisce all'Amministrazione una facoltà di scelta tra l'attribuzione di tali mansioni e la risoluzione del rapporto di lavoro, configurandosi quest'ultima quale ipotesi estrema conseguente all'impossibilità di perseguire le diverse soluzioni. 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)

Domanda

Al vincitore di un concorso pubblico già dipendente di altra amministrazione del comparto unico va riconosciuta la retribuzione individuale di anzianità già in godimento presso la precedente amministrazione?

Risposta

Il dipendente, a seguito dell'assunzione per concorso pubblico, instaura con l'amministrazione un nuovo rapporto di lavoro con il diritto a percepire il trattamento economico previsto dal bando di concorso. Nel caso in cui il vincitore del concorso risulti essere un dipendente di altra amministrazione del comparto non vi è, al momento attuale, nessuna norma di salvaguardia del trattamento economico in godimento in quanto la cessazione del servizio implica l'interruzione di qualsiasi rapporto tra il dipendente e l'amministrazione di appartenenza. 
Pertanto, alla luce di quanto esposto, questa Agenzia è del parere che non possa essere riconosciuta al dipendente vincitore di concorso pubblico la retribuzione individuale di anzianità precedentemente in godimento in altra amministrazione in quanto l'assunzione si configura come l'instaurazione di un nuovo rapporto di lavoro. 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)

Domanda

Qual è il trattamento economico da corrispondere ad un dipendente riammesso in servizio ai sensi dell’art. 58 del CCRL del 1/8/02?

Risposta

La ricostituzione del rapporto di lavoro, attuata ai sensi della norma in oggetto, prevede che il dipendente venga inquadrato nella categoria e nel profilo economico rivestiti al momento dell'interruzione del rapporto. La norma contrattuale esclude dal trattamento economico da riconoscere al dipendente riammesso in servizio sia la retribuzione individuale di anzianità, sia gli altri eventuali assegni personali, anche di carattere continuativo e non riassorbile, in godimento all'atto della cessazione del precedente rapporto di lavoro. 
La riammissione in servizio opera nel senso che i due rapporti (quello a suo tempo estinto e quello nuovo) vengono a ricongiungersi al fine di ricostruire la posizione di “status” del dipendente; da un lato, la norma che regola la riammissione si ricollega al pregresso rapporto di lavoro al fine di individuare la categoria e la posizione economica in cui collocare il dipendente riammesso, dall'altro, richiama il nuovo provvedimento dell'amministrazione per stabilire la decorrenza di anzianità, con la conseguenza che nessun effetto può riconoscersi al periodo di interruzione del servizio . 
Ciò posto, ai fini della corresponsione del trattamento economico spettante, bisogna fare riferimento al duplice inquadramento previsto dall'art. 22, comma 6, del CCRL 26.11.2004, con il quale vengono previsti due distinti trattamenti economici da corrispondere al personale a seconda che lo stesso sia stato, o meno, in servizio alla data del 01.08.2002. In particolare, la norma prevede che al personale entrato in servizio successivamente alla data del 01.08.2002 venga corrisposto il trattamento economico previsto dalla tabella F e, pertanto, senza gli importi della cosiddetta “perequazione”. 
Nel caso proposto, la ricostituzione del rapporto di lavoro ai sensi dell'art. 58 sopraccitato,  avviene in data successiva a quella del 01.08.2002 e, pertanto, alla dipendente dovrà essere corrisposto il trattamento economico previsto dalla tabella F del CCRL 26.11.2004 corrispondente alla categoria e posizione economica rivestita al momento delle dimissioni. 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)