MATERNITÀ

Domanda

Come vanno considerate le giornate di sabato e domenica nell'ipotesi in cui il dipendente, dopo aver concluso nella giornata di venerdì il periodo di astensione obbligatoria, inizi dal lunedì successivo il periodo di congedo parentale?

Risposta

Il congedo parentale è un istituto previsto a tutela del diritto di maternità e paternità del dipendente ed ha la caratteristica di essere richiesto volontariamente dal lavoratore per le esigenze connesse alla cura dei figli. Di norma tale assenza viene richiesta successivamente all'astensione obbligatoria usufruita dopo il parto senza che vi sia un rientro effettivo da parte del dipendente. 
Nel caso in cui il dipendente, dopo aver fruito dell'astensione obbligatoria con conclusione il venerdì, fruisca immediatamente di un periodo di congedo parentale a decorrere dal lunedì successivo, la giornata festiva e il sabato cadenti tra il suindicato periodo di astensione obbligatoria e il congedo non vanno computate come congedo parentale in quanto la natura dei due istituti è giuridicamente diversa e non si configura come la continuazione del medesimo istituto. 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)

Domanda

Alcune dipendenti assenti per maternità intendono usufruire anche del periodo di astensione facoltativa, per cui saranno in servizio solo per alcuni giorni alla settimana. Nel caso che l’Ente intenda sostituirle con contratti a tempo determinato a tempo pieno oppure a tempo parziale, è soddisfatto il requisito richiesto dall’art. 13, comma 16, lettera b), punto 7 della legge regionale 24/2009?

Risposta

L’obbligatorietà di cui si parla all’articolo citato è riscontrabile laddove la correlazione percentuale tra utenza e personale addetto al servizio sia fissata da una previsione di legge o di regolamento e, per quanto attiene alla sostituzione di personale assente con diritto alla conservazione del posto, si ritiene che la durata di tale assenza sia da considerarsi continuativa.
Si lascia pertanto a codesto Ente l’applicazione specifica della normativa richiamata e del parere già espresso in merito, alla voce “maternità”. 
Per ogni ulteriore approfondimento: circolare sulla mobilità (art. 13, L.R. 24/2009). 

(prot. 14301 - 10 giugno 2010)