ORARIO

Domanda

Quali sono le modalità attuative della riduzione d’orario prevista dall’art. 18 del CCRL 7/12/06?

Risposta

L'art. 18 del CCRL 7.12.2007 risulta norma di particolare rilevanza nella sua applicazione dal momento che consente, in presenza di precise e puntuali disposizioni contenute nel comma 1 dello stesso articolo, una riduzione dell'orario fino a raggiungere le 35 ore medie settimanali. A fronte di un tanto, è necessario che venga assicurato il rispetto delle condizioni richieste dal contratto che prevede che l'applicazione dell'istituto non si sostanzi né in un aumento dei costi (es. nuove assunzioni , maggiori ore straordinarie, ecc) né in una riduzione del servizio offerto all'utenza (es. riduzione di orario di apertura al pubblico, riduzione della presenza della pattuglia del corpo di polizia municipale, ecc.). 
Fermo restando che le modalità di attuazione della norma vanno regolamentate presso ciascuna amministrazione nel contratto decentrato integrativo, i maggiori oneri derivanti dall'applicazione dell'istituto possono essere fronteggiati o con proporzionali riduzioni di lavoro straordinario ovvero con stabili modifiche degli assetti organizzativi  che realizzano i necessari risparmi.
Nel caso di proporzionali riduzioni di lavoro straordinario, sarà necessario che lo straordinario del personale con servizio in turno, cui sono state applicate le 35 ore,  venga ridotto rispetto allo straordinario prestato negli anni precedenti per una quota corrispondente alle minori ore lavorate a seguito dell'applicazione della riduzione dell'orario di lavoro. 
Con riferimento, invece, alle stabili modifiche degli assetti organizzativi, quali ad esempio la gestioni associate del servizio e la riorganizzazione dei turni di lavoro,  sarà necessario procedere ad una comparazione tra i costi che tali soluzioni realizzano comparandoli con quelli derivanti dal servizio originariamente offerto così da verificare l'effettiva realizzazione dei risparmi necessari a fronteggiare il "costo" delle 35 ore 
Infine i maggiori oneri derivanti dall'applicazione dell'istituto devono trovare stabile copertura nel tempo ed i servizi di controllo interno o i nuclei di valutazione devono verificare il rispetto delle condizioni poste per una corretta applicazione dell'istituto e segnalare eventuali scostamenti. Rispetto alla precedente normativa contrattuale recata dall'art. 85 del CCRL del 1/8/02, è stata infatti introdotta con il CCRL 7/12/06 la nullità degli accordi sulla riduzione dell'orario qualora la copertura dei costi non sia adeguatamente prevista o non sia effettivamente realizzata. 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)

Domanda

La riduzione d'orario, prevista dall'art. 18 del CCRL 7/12/2006, è applicabile anche a dipendenti della polizia locale già titolari di rapporto di lavoro a tempo parziale?

Risposta

In via generale si ritiene che, nell'ipotesi in cui nell'ambito di una struttura organizzativa con regimi di orario articolato in più turni o secondo programmazione plurisettimanale l'Amministrazione rilevi le condizioni per poter attuare la riduzione della prestazione lavorativa a 35 ore settimanali, questa riduzione riguardi il personale titolare di rapporto a tempo pieno. Coloro che, appartenenti alla stessa struttura, siano già titolari di rapporti di lavoro a tempo parziale, manterranno l'articolazione della prestazione lavorativa come da contratto di lavoro individuale sottoscritto con l'ente. 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)

Domanda

Che orario di lavoro devono avere le posizioni organizzative?

Risposta

Il personale incaricato delle posizioni organizzative è tenuto ad effettuare prestazioni lavorative settimanali non inferiori a 36 ore con l'obbligo ai sensi dell'art. 32, comma 7 CCRL 01.08.2002 di adeguare il proprio orario di lavoro, alle esigenze di servizio anche oltre le 36 ore settimanali e di conseguenza non è necessaria una preventiva autorizzazione. 
Il dipendente titolare di posizione organizzativa è tenuto a tutti gli effetti al rispetto dell'orario minimo settimanale con le forme di flessibilità previste a livello di singolo Ente, ed è soggetto alla vigente disciplina relativa a tutto il personale dell'ente e agli ordinari controlli sulla sua relativa quantificazione. 
Per quanto riguarda il limite delle 120 ore, l'art. 33, comma 1 CCRL 01.08.2002, specifica che il trattamento economico per la posizione organizzativa assorbe il compenso per il lavoro straordinario nel limite di 120 ore. Il dipendente che supera questo limite può chiedere la liquidazione dello straordinario dalla 121 e fino alla 180 ora, limite massimo annuo personale fissato dall'art. 17 CCRL 01.08.2002. 
E' inteso che il lavoro straordinario eccedente le 120 ore, segue le regole contrattuali dello straordinario. 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)

Domanda

L'orario flessibile è stabilito in sede di contrattazione, in piena discrezionalità delle parti?

Risposta

La risposta è affermativa, infatti l'art. 4, comma 2 del CCRL 01.08.2002 demanda alla contrattazione collettiva decentrata integrativa "i criteri generali per le politiche dell'orario di lavoro". Pertanto, si conferma che sarà in tale sede che verranno fissati i criteri di flessibilità dell'orario di lavoro nel rispetto di quanto previsto dalla normativa vigente. Definita una tipologia di orario con una previsione di flessibilità in entrata e in uscita, come ad esempio: 
Entrata 8.00 - 9.00 e Uscita 14 - 15 (nei giorni di non rientro - 6 ore); 
Entrata 8.00 - 9.00 Pausa Pranzo 12.30 - 14.00 e Uscita 17.30 - 18.30 (nei giorni di rientro - 9 ore - con mezz'ora minino di pausa pranzo obbligatoria); 
la stessa deve essere osservata da parte dei dipendenti e rilevata dall'ente mediante controlli di tipo automatico (art. 17, comma 5 del CCNL 06.07.1995). Ogni datore di lavoro pubblico non può sottrarsi al dovere di controllo delle prestazioni lavorative dei propri dipendenti, al fine di assicurare, con trasparenza e correttezza, il rispetto di uno degli obblighi più qualificanti, derivanti dal contratto di lavoro individuale, e cioè la quantità della prestazione lavorativa stabilita dai contratti collettivi al cui adempimento è strettamente correlato l'obbligo del pagamento della corrispondente retribuzione. Si richiama a tal proposito la circolare del Ministero della Funzione Pubblica del 16.02.1994, n. 3 rubricata "Orario di servizio e orario di lavoro". E' evidente, peraltro, che la scelta delle tecniche e delle procedure per l'accertamento dell'orario di lavoro è da ricondursi nell'ambito dell'esercizio degli autonomi poteri di organizzazione che spettano ai datori di lavoro sia pubblici che privati, secondo i principi definiti dagli artt. 2086, 2094 e 2104 del codice civile. Si precisa che, flessibilità di orario in entrata e in uscita, significa individuare delle fasce orarie in cui il dipendente può entrare o uscire dal posto di lavoro senza necessità di alcuna autorizzazione. Tutte le entrate o le uscite che avvengono prima o dopo tale fasce di flessibilità devono essere autorizzate dal responsabile dell'ufficio, altrimenti danno luogo a ritardi nel caso dell'entrata e a uscite anticipate nel caso dell'uscita. 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)

Domanda

Nell'ipotesi in cui l'ente abbia adottato l'orario flessibile, se un dipendente ha effettuato le sue ore di servizio es. 08-14, dalle ore 14 si entra in straordinario?

Risposta

Se abbiamo un orario flessibile in Entrata 8.00 - 9.00 e in Uscita 14 - 15 (nei giorni di non rientro – 6 ore), questo significa che superato l'orario di lavoro il dipendente entra in orario straordinario solo su espressa disposizione del datore di lavoro. Il lavoro straordinario è una misura eccezionale, richiesta dal datore di lavoro e pertanto autorizzato solo per fronteggiare situazioni eccezionali. Viceversa, il lavoro straordinario non può ritenersi in alcun modo un plus orario non motivato da esigenze di servizio ben precise. Un generico superamento dell'orario di lavoro, non coerente con i presupposti richiamati, non può in alcun caso considerarsi lavoro straordinario. 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)

Domanda

Quale è l'orario di lavoro settimanale per il personale educativo degli asili nido?

Risposta

L’orario di lavoro per il personale educativo degli asili nido è disciplinato dall’art. 72 del CCRL il quale prevede che la prestazione di lavoro si svolga per 30 ore settimanali nel rapporto diretto educatore-bambino e per un massimo di 20 ore mensili per le attività integrative determinate in base alle esigenze organizzative dell’ente. Pertanto l’orario di lavoro del personale educativo degli asili nido, seppur inferiore al normale orario di lavoro previsto per il restante personale, sarà composto dalle 30 ore settimanali alle quali si aggiungeranno le ore per le attività integrative.

(prot. 0038660 - 11/11/2011)