PERMESSI DIRITTO STUDIO

Domanda

La concessione dei permessi per il diritto allo studio va effettuata per anno solare o per anno accademico?

Risposta

Sul punto si riporta lo stralcio della circolare ARERAN N. 02/2004 sub art. 47 ove si afferma: "L'art. 47 permette ai dipendenti di usufruire dei permessi per frequenza dei corsi per sostenere esami nella misura di 150 ore annue, ove per anno deve intendersi l'anno solare e non, invece l'anno accademico /scolastico. Qualora, quindi, il permesso venga concesso "in corso d'anno" e non, ad esempio, all'inizio dello stesso, il dipendente ha comunque diritto a fruire dell'intero "monte -ore". 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)

Domanda

Cosa si intende con la dicitura "attestati professionali riconosciuti dall'ordinamento pubblico", con riferimento a quanto disposto dall'art.47 del CCRL 01.08.2002?

Risposta

Il CCRL 01.08.2002 stabilisce, all'art.47, comma 2, che i permessi retribuiti ivi previsti possono essere concessi esclusivamente per la partecipazione a corsi effettuati presso scuole statali, pareggiate o legalmente riconosciute o comunque abilitate al rilascio di titoli di studio legali o attestati professionali riconosciuti dall'ordinamento pubblico, nonché per sostenere i relativi esami. Tali corsi possono essere destinati al conseguimento di titoli universitari, post – universitari, di scuola di istruzione primaria, secondaria e di qualificazione professionale. 
In merito a come devono intendersi gli " attestati professionali riconosciuti dall'ordinamento pubblico", ai fini del riconoscimento dei permessi, di cui all'art.47 del CCRL 01.08.2002, si tratta di verificare se gli attestati relativi al corso per il quale il dipendente richiede la fruizione dei permessi, vengono rilasciati da un istituto accreditato. In tal caso trattasi di attestati professionali riconosciuti. L'accreditamento, infatti, nel caso di attestati di professionalità, è l'idoneità a rilasciare certificazioni a professionisti operanti in determinati settori e in conformità a specifiche norme. L'accreditamento, quindi, è finalizzato a garantire il valore e la credibilità delle certificazioni rilasciate dall'ordinamento. 
Inoltre, al fine di verificare se l'attestato rilasciato a seguito della frequenza di un corso possa essere qualificato e riconosciuto dall'ordinamento come attestato professionale, si ritiene opportuna anche l'acquisizione da parte dell'Amministrazione che concede al dipendente i permessi, di cui all'art.47 del CCRL 01.08.2002, di eventuali specifici orientamenti formulati dalle autorità competenti (Ministero Pubblica Istruzione, Ministero Lavoro e delle Politiche sociali) o dalla stessa legislazione regionale. 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)

Domanda

Le ore effettuate dallo studente lavoratore per attività di laboratorio previste da un corso di studi possono essere considerate utili ai fini della fruizione dei permessi per studio previsti dall'art. 47 del CCRL 1/8/02?

Risposta

Si ritiene che il problema debba essere risolto secondo principi di logica e ragionevolezza, tenendo conto delle finalità che sono alla base dell'art. 47 del CCRL 01.08.2002. 
Pertanto, se il dipendente è stato autorizzato a partecipare ad un corso destinato al conseguimento di un titolo universitario (rientrante, per le sue caratteristiche, tra quelli previsti al citato art. 47 del CCRL 01.08.2002) che prevede, ai fini del rilascio del titolo di studio legale, anche la necessaria partecipazione ad attività di laboratorio, riteniamo che allo stesso possano essere certamente riconosciute le ore di permesso. 
Infatti, tale attività di laboratorio è assimilabile a tutti gli effetti ad una frequenza obbligatoria propedeutica alla stesura di una tesi sperimentale in campo scientifico, come configurata nell'ambito del corso di laurea, in quanto rappresenta un momento di formazione pratica che necessariamente si aggiunge a quella meramente teorica. Pertanto, sarebbe illogico escludere la fruizione dei permessi da parte del dipendente per frequentare detta attività, in quanto ciò equivarrebbe ad una vanificazione della stessa, dato che verrebbe meno un profilo rilevante ai fini del rilascio del titolo di studio. 
Evidentemente, la frequenza di detta attività di laboratorio dovrà essere adeguatamente giustificata attraverso attestati di partecipazione, secondo le regole generali dell'art. 47, comma 7, del CCRL 01.08.2002. 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)

Domanda

E' consentita la fruizione dei permessi per diritto allo studio in caso di iscrizione a corsi universitari nella modalità "On line"?

Risposta

Questa Agenzia ha ribadito,  in occasione di più pareri, che la fruizione dei permessi in parola è ammessa per le sole attività che comportino una frequenza alle lezioni del corso di studio coincidenti con l'orario di servizio del dipendente interessato. 
Per le attività che non richiedano la frequenza e che, pertanto siano insuscettibili di certificazione da parte del docente (ore di studio, disbrigo pratiche amministrative, ecc) il soggetto potrà invece fruire dell'aspettativa per motivi personali (comma 7) e, in ogni caso, richiedere turni che agevolino lo studio personale (comma 2). 
Infatti, di norma, le particolari modalità didattiche in cui sono strutturati i corsi in parola permettono allo studente l'acquisizione via rete di materiale didattico e la possibilità di interagire con il docente, oltre all'accesso all'ambiente virtuale in modo illimitato, escludendo quindi la forma tipica della lezione ex cattedra. Tali attività on line, peraltro, sono riscontrabili, anche se non in maniera esclusiva, nei corsi di laurea strutturati in modo tradizionale. 
Per tali motivazioni, e ritenuto che l'attività che impegna lo studente on line possa essere equiparata all'attività di studio personale e non alla frequenza alle lezioni, si ritiene che non sussistano i requisiti per riconoscere la fruizione dei permessi di cui all'art. 47 nell'ipotesi prospettata. 
Peraltro, le certificazioni rilasciate dall'Università attestano esclusivamente che lo studente ha superato l'esame a seguito di una adeguata preparazione individuale ed una interattività realizzata attraverso la modalità on-line. 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)