PERMESSI RETRIBUITI EX ARTICOLO 19 C.C.R.L. 7.12.2009 ED EX ARTICOLO 19 C.C.N.L. 6.7.1995

Domanda

Il ricovero di un solo giorno (ricovero e dimissioni nella stessa giornata) non dichiarato in regime di "day hospital" dall'Ospedale può essere considerato ricovero ordinario con diritto alla fruizione del permesso retribuito di cui all'articolo 19 del CCRL 7.12.2006?

Risposta

Il comma 2 dell'articolo in oggetto dispone espressamente che la fattispecie "ricoveri ospedalieri" non ricomprende anche i ricoveri intervenuti in regime di "day hospital", al fine del riconoscimento al dipendente di permessi retribuiti. 
Si evince, pertanto, che il ricovero ordinario di un solo giorno, non dichiarato in regime di "day hospital" dall'Ospedale, dà diritto al dipendente alla fruizione di permessi retribuiti, con le modalità previste dal comma 1, dell'articolo in argomento. 
In caso di "day surgery", i permessi di cui trattasi, analogamente a quanto previsto nel caso di "day hospital", non possono essere concessi al dipendente in quanto la "day surgery" deve considerarsi una species del genus "day hospital". Infatti, entrambe le tipologie di ricovero risultano ciascuna di durata inferiore ad una giornata; nel caso di "day hospital" trattasi di un ricovero o di un ciclo di ricoveri programmati caratterizzato dall'erogazione di prestazioni multiprofessionali e plurispecialistiche di particolare complessità ed impegno; nel caso di "day surgery" trattasi di un ricovero per l'effettuazione di interventi chirurgici o procedure diagnostiche invasive e seminvasive. 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)

Domanda

E' possibile fruire dei permessi di cui all'articolo 19 del C.C.R.L. 7.12.2006 nell'ipotesi di ricovero di un parente in RSA, configurandolo come un ricovero ospedaliero?

Risposta

L'articolo 50, comma 3, del CCRL 01.08.2002 aveva confermato la disciplina dei permessi retribuiti contenuta nell'articolo 19 del CCNL 6.7.1995. Tale disciplina prevedeva in particolare, al comma 2, che a richiesta del dipendente potessero essere concessi, nell'anno, 3 giorni di permesso retribuito per particolari motivi personali o familiari documentati, compresa la nascita dei figli. 
L'articolo 19 del C.C.R.L. 7.12.2006 ha introdotto invece alcune novità rispetto alla previgente normativa disapplicando espressamente il comma 2 dell'articolo 19 del succitato contratto collettivo nazionale di lavoro ed indicando puntualmente una nuova casistica per la concessione dei permessi retribuiti. 
In base al nuovo disposto contrattuale in materia di permessi retribuiti gli stessi potranno ora essere fruiti nel caso di nascita di un figlio, nel caso di ricovero ospedaliero del coniuge o di parenti entro il 1° e nel caso di ricovero ospedaliero del coniuge o di parenti entro il 1° con necessità di assistenza documentata. 
L'articolo in esame ha inoltre espressamente precisato che "I ricoveri ospedalieri non ricomprendono i ricoveri intervenuti in regime di day hospital.". 
Relativamente alla questione posta si vuole evidenziare come, ai sensi di quanto disposto dal D.P.R. 14/01/1997 avente ad oggetto "Approvazione dell'atto di indirizzo e coordinamento alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano, in materia di requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi minimi per l'esercizio delle attività sanitarie da parte delle strutture pubbliche e private.", le RSA si qualificano come "presidi che offrono a soggetti non autosufficienti , anziani e non , con esiti di patologie, fisiche, psichiche, sensoriali o miste, non curabili a domicilio, un livello medio di assistenza medica, infermieristica e riabilitativa, accompagnata da un livello <<alto>> di assistenza tutelare ed alberghiera, modulate in base al modello assistenziale adottato dalle Regioni e Province autonome.". 
Per quanto sopra si ritiene che il ricovero di un soggetto in R.S.A.  non possa in alcun modo essere assimilato al ricovero ospedaliero e che pertanto i permessi di cui all'articolo 19 del CCRL 7.12.2006 non possano essere concessi nell'ipotesi di ricovero di un parente presso tali strutture. 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)

Domanda

Esistono termini precisi per la fruizione del permesso retribuito per nascita di un figlio, di cui all’art.19, comma 1, del CCRL 7.12.2006?

Risposta

Il permesso di n.1 giorno per nascita di un figlio che, come disciplinato dall'articolo sopra citato, viene concesso dall'Amministrazione a domanda del dipendente, in assenza di specificazione nel testo contrattuale in esame in merito al preciso momento temporale della sua fruizione, si ritiene possa essere fruito sia il giorno stesso della nascita, sia nei giorni successivi. 
Si conferma, quindi, che per il permesso per nascita di un figlio non sono stati definiti contrattualmente specifici periodi di fruizione, come invece disposto dal CCNL 06.07.1995, comma 1, che continua trovare applicazione anche dopo l'entrata in vigore della nuova disciplina contrattuale, con riferimento al permesso per lutto: "A domanda del dipendente sono concessi permessi retribuiti per i seguenti casi da documentare debitamente: (…) - lutti per coniuge, parenti entro il secondo grado ed affini entro il primo grado: giorni tre consecutivi per evento". 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010

Domanda

Ai fini della concessione dei permessi di cui all'articolo 19 , comma 1, del CCRL 2006 come deve intendersi il riferimento alla "necessità di assistenza medica documentata"?

Risposta

L'articolo in esame nell'introdurre alcune novità rispetto alla normativa previgente in materia di permessi retribuiti per il personale degli enti locali, prevede che si abbia diritto a 3 giorni di permesso retribuito nel caso di ricovero del coniuge o di un parente di 1° grado qualora vi sia la necessità di assistenza e la stessa sia documentata. 
Tale disposizione non è di immediata applicazione in quanto non esiste uno specifico certificato (quale ad esempio quello di ricovero) atto a comprovare e documentare la "necessità di assistenza" ospedaliera da parte del familiare. 
 Va rilevato, inoltre, che una vera e propria "necessità di assistenza" non sussiste mai in quanto le strutture ospedaliere sono in grado autonomamente di prestare tutte le cure di cui abbisogna il paziente. 
Per le ragioni sopra evidenziate il rilascio di una certificazione in qualche modo "atipica" sia per tipologia che per contenuto è rimessa alla discrezionalità e disponibilità del reparto ospedaliero con conseguente difficoltà per il lavoratore di munirsi della documentazione necessaria a vedersi riconosciuti i previsti 3 giorni di permesso. 
Tutto ciò premesso, al fine di dare concreta applicazione a questo istituto, si ritiene che l'amministrazione, nel caso in cui l'ospedale si sia rifiutato di rilasciare una qualche certificazione attestante la necessità di assistenza, debba valutare, in base alla documentazione comunque prodotta dal lavoratore (certificato di ricovero, certificato medico attestante le ragioni del ricovero, ecc.), se sussiste la necessità (da intendersi quale opportunità) che il paziente si giovi della presenza di uno stretto congiunto per meglio affrontare il ricovero ospedaliero. 
Tale valutazione potrà essere espressa in ragione delle cause del ricovero (terapie mediche invasive e debilitanti, interventi chirurgici importanti, ecc.), della condizione del paziente (minore, persona anziana, portatore di handicap, ecc.) e di ogni altro elemento idoneo a giustificare la presenza costante di un famigliare. 
I criteri in base ai quali viene ritenuta "necessaria" l'assistenza ospedaliera possono trovare opportuna previsione in un atto regolamentare che qualora adottato fornirebbe maggiori certezze ai lavoratori e consentirebbe di meglio operare all'ente. 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)

Domanda

E' possibile fruire dei permessi retribuiti per esami e concorsi pubblici per il conseguimento della patente nautica presso la capitaneria di porto?

Risposta

L'art. 47, CCRL 01.08.2002 (diritto allo studio) prevede che il personale assunto con contratto a tempo indeterminato goda di permessi straordinari retribuiti, utilizzabili per partecipare ai corsi <<destinati al conseguimento di titoli di studio universitari, post-universitari, di scuole di istruzione primaria, secondaria e di qualificazione professionale, statali, pareggiate o legalmente riconosciute, o comunque abilitate al rilascio di titoli di studio legali o attestati professionali riconosciuti dall'ordinamento pubblico e per sostenere i relativi esami>>. 
L'art. 19, c. 1, CCNL 06.07.1995 (permessi) è ancora vigente e prevede che <<a domanda del dipendente sono concessi permessi retribuiti per partecipazione a concorsi od esami, limitatamente ai giorni di svolgimento delle prove>>. 
Le due disposizioni sono collegate dall'ottavo (ed ultimo) comma dell'art. 47 cit., ove si dispone che <<Per sostenere gli esami relativi ai corsi indicati nel comma 2 il dipendente può utilizzare, per il solo giorno della prova, anche i permessi per esami previsti dall'art. 19, comma 1, primo alinea del CCNL del 6.7.1995>>. 
L'esame per il conseguimento della patente nautica è tecnicamente una prova di abilitazione, come si evince dall'art. 1, DPR n. 431/1997 (Regolamento sulla disciplina delle patenti nautiche). Esso quindi non rientra nell'ambito di applicazione dell'art. 47, che individua percorsi formativi che terminano con un esame. 
Circa invece l'ascrivibilità dell'esame in oggetto ai permessi di cui all'art. 19 cit., codesta Agenzia ritiene che il collegamento tra l'art. 47 e l'art. 19 imponga di circoscrivere la fruibilità dei permessi per esami ex  art. 19 nell'ambito degli esami relativi ai corsi di studio. Infatti, si sottolinea come l'art. 19 risalga al CCNL 06.07.1995 e debba assolutamente tenersi conto della ratio degli istituti (all'epoca non erano previsti permessi espressamente per studio). 
Pertanto, si ritiene che l'esame per il conseguimento della patente nautica non rientri tra quelli per cui possano richiedersi i permessi ex  artt. 19, CCNL 06.07.1995 e 47, CCRL 01.08.2002. 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)

Domanda

E' possibile fruire dei permessi per lutto di cui all'articolo 19, comma 1, del CCN 6.7.1995 in modo frazionato?

Risposta

La disciplina dei congedi per eventi e cause particolari di cui all'art. 50 CCRL 1.8.2002 richiama sia una disciplina di fonte legale  che la contrattazione collettiva nazionale. 
Più precisamente, la fonte legale è costituita dell'art. 4 della Legge 53/2000 (Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città) così come integrata e specificata dalle disposizioni regolamentari contenute nel "Regolamento recante disposizioni di attuazione dell'art. 4 della Legge 53/2000, concernente congedi per eventi e cause particolari" approvato con decreto ministeriale 278/2000. 
La contrattazione collettiva nazionale di riferimento per quanto attiene i permessi retribuiti in questione è data invece dal CCNL 6.7.1995 
Ne risulta quindi una disciplina complessa, determinata dalla sovrapposizione delle fattispecie e delle fonti, che può porre problemi interpretativi in ordine alle concrete modalità di applicazione. 
Relativamente ai permessi per lutto, l'art. 50 CCRL 1.8.2002 afferma che "per i casi di decesso del coniuge, di un parente entro il secondo grado o del convivente, pure previsti nel citato art. 4 della Legge 53/2000, trova applicazione la generale disciplina contenuta nell'art. 19, comma 1, del CCNL del 6.7.1995". 
L'art. 19 CCNL 6.7.1995 ha espressamente riconosciuto ai dipendenti la possibilità di fruire di 3 giorni consecutivi di permesso retribuito in caso di lutto di determinati soggetti. 
Pertanto, in ordine alle modalità di fruizione di tali permessi, poiché come si è visto la contrattazione collettiva di comparto richiama espressamente la contrattazione nazionale, si deve intendere che anche nell'ambito del comparto i 3 giorni sono previsti come consecutivi e quindi non frazionabili. 
Diversamente,l'art. 4 della legge 53/2000 e il relativo regolamento di attuazione non pongono il vincolo limitativo della consecutività consentendo, viceversa, l'impiego dell'istituto anche in forma frazionata. 
In linea generale tuttavia, la stessa Legge 53/2000 (art. 17 comma 3) e il regolamento di attuazione, (art. 4 comma 2), fanno salve le disposizioni contrattuali ove si configurino migliorative: è necessario pertanto verificare in concreto quale sia la disciplina che, globalmente considerata, può essere considerata più favorevole. 
La norma contrattuale si rivela di maggior favore rispetto alle disposizioni dell'art. 4 della Legge 53/2000 sia in relazione ai soggetti il cui decesso giustifica l'utilizzo dei permessi, sia per il fatto che i 3 giorni di permesso retribuito sono riconosciuti per evento e non all'anno.
Il fatto che il permesso, così come disciplinato dal vigente CCRL, possa essere esteso, nella sua fruibilità da parte del dipendente, anche in più occasioni e nei confronti di più soggetti, e non una sola volta l'anno, depone nella rappresentazione di tale disciplina come di maggior favore ancorché limitatamente condizionata dal fatto che i  3 giorni, per ogni singolo evento, vengano usufruiti continuativamente. 
Si ritiene, pertanto, che il CCNL 6.7.1995  contenga comunque una disciplina complessiva più favorevole, ed è a quest'ultima che si deve fare riferimento per l'applicazione dell'istituto in esame. 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)

Domanda

E' possibile equiparare, ai fini della fruizione dei permessi di cui all'articolo 19 del CCRL 7.12.2006, l'accesso al pronto soccorso al ricovero ospedaliero?

Risposta

L'articolo 19 del C.C.R.L. 7.12.2006 ha introdotto alcune novità rispetto alla previgente normativa, disapplicando espressamente il comma 2 dell'articolo 19 del CCNL 6.7.1995 ed indicando puntualmente una nuova casistica per la concessione dei permessi retribuiti. 
In base al nuovo disposto contrattuale in materia di permessi retribuiti gli stessi potranno ora essere fruiti nel caso di nascita di un figlio, nel caso di ricovero ospedaliero del coniuge o di parenti entro il 1° e nel caso di ricovero ospedaliero del coniuge o di parenti entro il 1° con necessità di assistenza documentata. 
L'articolo in esame ha inoltre espressamente precisato che "I ricoveri ospedalieri non ricomprendono i ricoveri intervenuti in regime di day hospital.". 
Relativamente alla questione posta si vuole evidenziare come il servizio di  pronto soccorso svolga sostanzialmente un'attività ambulatoriale di soccorso urgente e non programmabile nei confronti dei pazienti che vi accedono prevedendo l'esecuzione di accertamenti o prestazioni mediche al termine dei quali potrà anche essere disposto il ricovero. 
Per quanto sopra si ritiene che la presenza di un soggetto in pronto soccorso non possa in alcun modo essere assimilata al ricovero ospedaliero e che pertanto i permessi di cui all'articolo 19 del CCRL 7.12.2006 non possano essere fruiti nel caso in cui il dipendente abbia la necessità di accompagnare un familiare presso tale struttura. 

(ultimo aggiornamento: 28/02/2010)